Le “Stagioni” restaurate

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Due anni fa sul cantiere della SUPSI

(red.) Che ne è stato delle “Quattro stagioni”, lo sgraffito staccato dal muro della vecchia mensa degli operai della riri nell’autunno di due anni fa? L’opera di Hans Anton Tomamichel (1899 – 1984), portata in salvo poco prima che le ruspe demolissero la vecchia fabbrica delle zip per far posto al cantiere della SUPSI, tuttora aperto, si trova a Locarno e il restauro si è concluso. Domenica 16 settembre, dalle 15 alle 19 lo si potrà vedere in Piazza Pedrazzini 14, nell’ex sede del Consolato d’Italia. I promotori del restauro, con alla testa l’arch. Germano Mattei, che con i famigliari dell’artista di Bosco Gurin s’impegnò in quei giorni per salvare l’opera, invitano il pubblico, inclusi i “momò”; in particolare dalle 16.30 alle 18 si potrà gustare la musica del duo Paolo Tomamichel e Sandra Eberle; buvette dalle 15; entrata libera e offerte gradite per il restauro.
L’opera venne realizzata nel 1965 nel refettorio della fabbrica per volere della proprietà della riri. Lo sgraffito è ora montato su un telaio di 6 m x 2, dopo la ricostruzione dell’intonaco sul quale è stato riprodotto il soggetto, così com’era stato prelevato dal muro dell’opificio due anni fa.
Sabato 22 settembre il prezioso sgraffito di Tomamichel sarà trasferito a Bosco Gurin, villaggio d’origine dell’artista, in occasione della festa Måtzufåmm, dal nome di una tipica minestra di verdure locali, che verrà servita alle 12.15.
La destinazione definitiva dello sgraffito di Tomamichel sarà comunicata nei prossimi giorni. Il restauro è stato curato da Michele Lamassa, che era intervenuto a Mendrisio insieme a Germano Mattei. È stato così ribaltato il destino di un’opera che non era stata ritenuta di valore dalle autorità cantonali preposte, che nulla fecero, nonostante le sollecitazioni, venute anche dal Comune, per intervenire sul cantiere. La città, attraverso il Dicastero costruzioni e l’Ufficio tecnico cittadino, seguì i lavori fornendo il necessario supporto logistico.
La nuova vita dell’opera coincide con un anniversario importante, i 70 anni di Knorrli, il “bonhomme” disegnato da Tomamichel nel 1948, scelto da Knorr per pubblicizzare le minestre. Proprio la stampa Migros, questa settimana, ha dato risalto a questo anniversario, ricordando che Hans Tomamichel diede all’ometto le sembianze di un “lutin” gentile, un folletto, una sorta di creatura antropomorfa nata dalla tradizione popolare dell’arco alpino, che porta il suo aiuto agli esseri umani.