Ex Jelmoli, il comitato chiede chiarezza

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Così si presenta ora il pianterreno dell'edificio che si vuole demolire in Piazza del Ponte a Mendrisio.

L’opinione

L’apertura di prima pagina dell’Informatore di venerdì scorso 17 agosto riferisce di una presunta “meraviglia” nel cuore di Mendrisio: la “scoperta di una piazza coperta”, per riprendere il titolo vivacemente colorato.
L’asportazione delle vetrate al pianterreno del demolendo stabile ex Jelmoli in Piazza del Ponte e la conseguente libera accessibilità a uno spazio buio e opprimente (tra l’altro la struttura grezza è stata dipinta di nero e sull’area incombono oltre 4’000 mq di edificio) pare stiano portando frotte di persone (secondo il giornale) a scoprire un’inedita e originale soluzione per il futuro della Piazza. In sostanza, lasciando le cose come stanno ora, Mendrisio acquisterebbe, citiamo, “uno spazio coperto assai vasto” al quale si aggiungerebbe lo “slargo in cui si trovano i posteggi, il monumento a Luigi Lavizzari, l’imbocco delle strade del centro storico e della scalinata della chiesa parrocchiale”.
Occorre anzitutto constatare che la superficie di un ex grande magazzino e uno slargo non fanno sicuramente una piazza.

Una piazza, ricordo per l’ennesima volta (Vocabolario Treccani docet), è un’ “area libera, più o meno spaziosa […], che si apre in un tessuto urbano, […] e che, limitata da costruzioni, spesso architettonicamente importanti, e abbellita talvolta da giardini, monumenti, fontane, ha la funzione urbanistica di facilitare il movimento ed eventualmente la sosta dei veicoli, di dare accesso a edifici pubblici, di servire da luogo di ritrovo e di riunione dei cittadini, costituendo non di rado il centro della vita economica e politica della città o del paese”.
Pur ammettendo che i concetti possano essere relativi e perciò anche la bellezza artistico-architettonica non debba per forza di cose essere univoca, con tutta onestà è veramente difficile ammettere che il pianterreno sventrato dell’ex Jelmoli e lo slargo adiacente siano la soluzione ottimale per ridare al Magnifico Borgo (oggi città…) una piazza che gli sia degna. E per rimanere in tema di spazi coperti, non va dimenticato che ne esiste già uno a pochi metri da Piazza del Ponte, la galleria su via Lavizzari del complesso di Piazzale alla Valle, invero assai poco sfruttata.

In questo contesto assai confuso e caratterizzato da reiterate tergiversazioni da parte del Municipio di dare seguito:
• alla petizione “Per una Piazza del Ponte degna del suo nome” del dicembre 2007, sottoscritta da oltre 3’000 persone, che chiedeva una riqualifica della Piazza volta a tenere in giusta considerazione le preesistenze storico-architettoniche, attraverso la demolizione dell’immobile ex Jelmoli e la destinazione dell’intero sedime (attuale Piazza del Ponte e l’area resa libera dalla demolizione dell’edificio in questione) alla creazione di uno spazio di incontro e di aggregazione capace nel contempo di valorizzare i beni culturali circostanti;
• all’esito del referendum sulla variante di PR del comparto di Piazza del Ponte secondo il MM 75/2015, respinta il 29 settembre 2016 con 2’853 voti contro 2’211;
• all’attuazione del MM 101/2016 per la demolizione dello stabile ex Jelmoli (pur emendato del credito di CHF 160’000.- per l’organizzazione di un concorso di progettazione per la piazza definitiva) approvato dal CC il 15 maggio 2017; e alla conseguente realizzazione del progetto dell’arch. Otto Krausbeck per la sistemazione provvisoria di Piazza del Ponte dopo la demolizione dello stabile ex Jelmoli presentato al CC del 20 marzo 2018, il Comitato referendario per “Un’effimera Piazza del Ponte? No grazie” esprime serie preoccupazioni.

Considerati i continui rinvii della demolizione dello stabile da parte dell’autorità comunale; gli interrogativi di numerosi cittadine e cittadini che hanno sostenuto il referendum del 29.09.16; l’ampio risalto dato dal settimanale L’Informatore all’ipotesi di conservare l’edificio ex Jelmoli; la dichiarazione del municipale Daniele Caverzasio (capo Dicastero costruzioni) durante la seduta di CC del 9 luglio 2018, che ha assicurato che l’immobile in questione sarà abbattuto come stabilito subito dopo l’edizione 2018 della Sagra del Borgo, il nostro Comitato ha sollecitato il Municipio tramite lettera a prendere posizione in modo chiaro ed esplicito circa il futuro di Piazza del Ponte.
In altre parole si tratta di capire se l’autorità comunale intende dar seguito o no alla volontà di 2’853 cittadine e cittadini che il 25 settembre 2016 hanno democraticamente chiesto una variante di PR rispettosa del pregevole contesto storico-architettonico e una vera Piazza del Ponte che valorizzi le preesistenze.

Una mancata risposta, come pure ennesime tergiversazioni non potranno che essere considerate dal Comitato referendario come una palese mancanza di rispetto e lealtà nei confronti della popolazione della città.

Giampaolo Baragiola,
presidente del Comitato
referendario per “Un’effimera Piazza del Ponte? No grazie”