Mendrisio, scoperta la piazza coperta

0
1460
L'allontanamento delle vetrate dell'ex Jelmoli a pianterreno del palazzo ha portato alla luce un un'inattesa "piazza coperta", a confine con l'attuale "slargo" di Piazza del Ponte.

Dice un passante: “Un vero peccato demolirlo, quel palazzo. Cosa rimane, dopo? Me lo sto chiedendo in questi giorni, e diversi altri cittadini sono della stessa opinione. No, non si tratta di partiti o di politica. Più semplicemente vediamo con meraviglia questo nuovo spazio; e in molti si stanno interrogando se sia più saggio lasciare le cose così, sistemando le facciate e ristrutturando gli appartamenti, oppure, seguendo le indicazioni del referendum su Piazza del Ponte, abbattere il palazzo ricavando una nuova piazza; la quale – questo è sicuro – non sarà coperta!”.
Lo spazio che si è appena formato a Mendrisio al pian terreno dell’ex Palazzo Jelmoli sta facendo discutere. “Eccola la vera Piazza del Ponte. Coperta, per giunta!”, dice un altro passante, sorpreso per l’ampia superficie ottenuta dopo i lavori di allontanamento delle vetrate e dei serramenti. Uno spazio coperto assai vasto che, messo in sicurezza, si aggiunge allo slargo in cui si trovano i posteggi, il monumento a Luigi Lavizzari, l’imbocco delle strade del centro storico e della scalinata della chiesa parrocchiale. Slargo che, tolte le auto e il girovagare cercando posteggi, potrebbe essere facilmente unito alla “nuova” parte coperta della piazza, appena… scoperta dai cittadini. La quale è per intanto aperta a tutti, senza pericoli, ripulita in modo accurato dai materiali di demolizione e messa a disposizione dal Comune agli organizzatori delle feste popolari e di altre manifestazioni previste in autunno. Demolire il palazzo prima degli appuntamenti sarebbe stato impossibile, per una questione di tempo. Così, piuttosto che lasciare disabitato questo spazio coperto, il Municipio, ed in particolare il Dicastero costruzioni, in collaborazione con l’Ufficio tecnico cittadino, lo ha messo a disposizione delle manifestazioni.
Nessuno si sbilancia su quel che potrebbe accadere: da una parte, la raccolta di firme prima e il voto referendario poi, senza dimenticare il credito di demolizione già autorizzato dal Legislativo mostrano chiaramente al Municipio la strada da seguire; dall’altra è comparso, senza tanto clamore, uno spazio inatteso che induce diversi cittadini a farsi qualche domanda.