Case secondarie sul Generoso? Non servono

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(red.) Analogamente a quanto avvenuto per il settore agricolo (cfr. L’Informatore del 6 luglio) anche nell’ambito degli azzonamenti, cioè dell’attribuzione delle zone edificabili, il Piano di Utilizzazione Cantonale del Monte Generoso, nei vent’anni della sua esistenza, non ha prodotto i risultati auspicati. Gli interventi previsti nel 1995 “non sono stati realizzati”. La revisione del PUC, in consultazione fino al 14 settembre, ne prende atto e cerca di correggere il tiro, adattando le attuali zone edificabili alla mutata realtà e alle modifiche legislative intervenute nel frattempo a livello federale.
Le zone edificabili oggi sono 20, ma i criteri di edificabilità non sono uguali per tutte, rispondono ad esigenze diverse. Nella revisione figura, in generale, una riduzione della zona edificabile, senza precludere gli ammodernamenti degli edifici esistenti, ed un aumento della zona agricola, nella quale sarà comunque possibile esercitare l’agriturismo. Tutto ciò sotto un nuovo “cappello”: la Vetta, la Bellavista (stazione, Bozze), l’Alpe di Mendrisio, l’Alpe di Caviano, in cui compariva la zona edificabile, nella revisione diventano zona turistico alberghiera, con varianti. “La zona turistico-alberghiera adempie funzioni rilevanti ed esclusive per il turismo”, si legge nel rapporto; “interessa in sostanza zone già edificate allo scopo previsto, ed ubicate in posizione ideale in termini di accessibilità per questa tipologia di utenti, trovandosi infatti lungo il tracciato della ferrovia (tranne l’alpe di Caviano) o in prossimità del posteggio dell’Alpe di Mendrisio”. Con tale denominazione viene pure definita – ed è una novità rispetto a prima – la Piana.
Sarà la consultazione ad offrire al Dipartimento del territorio gli spunti per stabilire i parametri edilizi; in ogni caso “gli stessi saranno definiti in maniera tale da assicurare interventi di sistemazione ed adattamento delle strutture esistenti”, assicura il Cantone.

Più nel dettaglio, ecco che sulla Vetta, dopo il Fiore di Pietra, non sono più ammesse altre costruzioni e l’area di svago diventa agricola; la vasta superficie edificabile alle Bozze, nei pressi della stazione della Bellavista, è cancellata in favore di una zona agricola; l’Alpe di Caviano, non più utilizzato a scopi agricoli, e che già offre da tempo la ristorazione si, presta pure, “con modesti interventi, ad una conversione degli spazi per il pernottamento di piccole comitive, conformemente alle strategie di albergo diffuso promosse dall’Organizzazione turistica Mendrisiotto e Basso Ceresio”; alla Piana gli scaut offrono da molti anni alloggio per gruppi, perciò “la struttura merita di essere integrata nelle zone turistiche alberghiere delimitate con il PUC”; cambio di destinazione per l’ex albergo Bellavista: l’edificabilità concessa dal precedente PUC non è stata sfruttata e ora il Cantone propone l’indirizzo di zona per il campeggio.
L’unica zona confermata per le residenze secondarie (case di vacanza) è quella di Pianez, che già ospita diversi edifici. Cancellata invece la possibilità di costruire case di vacanza alla Baldovana, località in cui è introdotto il principio della zona agricola. “Gli obiettivi del PUC-MG in vigore, intesi a far rivivere la montagna attraverso questa tipologia di insediamenti – spiega il Cantone – non si sono rivelati una buona soluzione. Le residenze secondarie realizzate a partire dall’istituzione del PUC-MG non hanno portato un fattivo contribuito a rendere viva la montagna. Le recenti modifiche del diritto federale ne impongono invece una rivisitazione”. Affermazioni che depongono in favore delle decisioni prese dal Consiglio di Stato negli Anni Ottanta, quando, introducendo un blocco edilizio sottoforma di zona di pianificazione, impedì, fra molte polemiche, l’insediamento di un vasto complesso di case di vacanza. Fu quella decisione la base di partenza per il primo PUC.
I parametri edilizi delle zone turistiche alberghiere introdotte nel nuovo PUC saranno precisati più avanti, tenendo conto dell’esito della consultazione. In particolare la delimitazione della zona in corrispondenza dell’albergo Des Alpes e della Peonia, “potrà essere affinata tenendo conto di quanto i proprietari intendono promuovere e realizzare in futuro”.
Sparisce anche il concetto di zona edificabile agri-turistica che fino ad oggi riguardava vari alpi, Alpe di Sella, Muggiasca, Cascina d’Armirone, Pianspessa, Dosso dell’Ora, Grassa, Dosso Bello, Alpe di Arogno. La nuova mappa disegna in queste località la zona agricola. Si tratta, tuttavia, di un cambiamento che non inciderà sulla possibilità, per queste strutture, di continuare nella vocazione agrituristica o di svilupparsi in questa direzione; i proprietari delle strutture citate, che in parte hanno già beneficiato degli ampliamenti concessi dal PUC in vigore, potranno chiedere nuove autorizzazioni grazie al fatto che il concetto di agriturismo è stato introdotto nel 2005 nel diritto federale “anche fuori zona edificabile” a condizione “che l’agriturismo abbia uno stretto legame materiale con l’azienda agricola”. Bisogna insomma assolutamente che l’agricoltura di montagna, con tutti i suoi problemi, riesca a sopravvivere anche sul Monte Generoso.
Altrimenti niente sviluppo dell’agriturismo.