Il mosaico del campus

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Il Teatro dell'Architettura ideato dall'architetto Mario Botta.

(red.) Prende forma, tessera dopo tessera, il mosaico del multiforme campus universitario di Mendrisio. La realtà dell’Accademia di architettura di Mendrisio, conosciuta a livello mondiale quale polo di produzione culturale, è in continua crescita ed evoluzione. Un processo che evidenzia una “fame” di spazi che possano rispondere in maniera adeguata alle esigenze degli studenti e del corpo docente, ma anche dell’intensa attività rivolta a tutta la popolazione.

Spicca, in questo panorama in trasformazione nel cuore del Borgo, la costruzione a pianta circolare dell’innovativo Teatro dell’Architettura, ideato dall’architetto Mario Botta. L’edificio sorge alle spalle del vecchio Turconi, nell’area retrostante la chiesa dei Cappuccini ed è destinato principalmente a fini espositivi e didattici. Il progetto è teso a dare visibilità alla ricerca svolta in Accademia, ma ospiterà pure attività complementari quali incontri, conferenze ed esposizioni. Il Teatro è concepito su più livelli che si snodano attorno a un unico spazio centrale illuminato da un ampio lucernario. Il manufatto – spiega a l’Informatore Antoine Turner, direttore amministrativo dell’Accademia di architettura – verrà consegnato durante il mese di novembre. Dopodiché si procederà con le prove di funzionamento generale. La cerimonia inaugurale avrà luogo all’inizio del semestre primaverile 2018. La prima grande mostra verrà aperta, invece, nell’autunno dell’anno prossimo. L’ambizione è quella di creare – grazie anche alla disponibilità del nuovo edificio – un vero e proprio polo di discussione sull’architettura.

Sotto questo profilo, assumerà rilevanza la vicinanza fisica del nuovo campus SUPSI, il cui cantiere è entrato nel vivo nel comparto a ridosso della stazione ferroviaria di Mendrisio. I possibili temi di dialogo tra le due istituzioni – USI e Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana – riguardano, tra gli altri, la condivisione delle risorse, la gestione in comune degli spazi, le sinergie per quanto concerne il patrimonio della biblioteca, la messa a disposizione delle apparecchiature tecniche. Nel capoluogo si spalanca quindi una finestra di dialogo a livello di infrastrutture.

L’inizio del prossimo anno rappresenterà un punto d’arrivo anche per un altro progetto che andrà ad accrescere l’offerta di spazi funzionali per la vita del campus. I lavori che interessano lo stabile dell’ex Osteria Vignetta, che si affaccia su viale Turconi, sono infatti vicini alla conclusione. Al piano superiore dello stabile è già pienamente in attività l’Istituto di Storia dell’arte dell’architettura (ISA) dove si sviluppano i concetti e gli strumenti atti a potenziare la conoscenza dei contesti fisici, storici e sociali delle pratiche artistiche e architettoniche. La presenza dell’ISA favorisce inoltre l’integrazione della cultura storica e teorica nella vita didattica e nel dibattito progettuale dell’Accademia di Mendrisio. Al piano terreno è invece prevista l’inaugurazione del ristorante nel mese di febbraio. L’area del vecchio snack bar sarà quindi riconvertita in spazio didattico.
La Biblioteca
all’interno del Turconi
Sono state definite le tappe che scandiranno i lavori di realizzazione della nuova Biblioteca dell’Accademia di architettura negli spazi al primo piano del vecchio Ospedale della Beata Vergine. L’auspicio, afferma Antoine Turner, è quello di giungere al taglio del nastro all’inizio del 2019. Si potrà in seguito procedere a smantellare la costruzione di legno che, custodisce il patrimonio librario, costruita tra il vecchio Turconi e il nuovo OBV. La vecchia struttura, concepita come provvisorio, non riesce infatti più che a ospitare un quarto del patrimonio librario, non offre più abbastanza posti di studio ed è oltretutto fatiscente.
Grazie al dialogo fra le diverse parti coinvolte, è stato possibile definire una soluzione per quanto attiene al delicato capitolo delle finestre di Palazzo Turconi, oggetto di un’opposizione della STAN (Società ticinese per l’Arte e la Natura). Gli infissi originali non verranno di fatto sostituiti. Per affrontare le problematiche legate all’isolamento termico è stata privilegiata la via che contempla la posa di un nuovo telaio nel vano interno; l’aspetto squisitamente estetico dell’esterno non verrà quindi modificato. Ultimata la ristrutturazione, di fronte alle luminose vetrate troveranno spazio i posti di lettura, circa un centinaio, a disposizione dei frequentatori della Biblioteca aperta al pubblico.

Gli atelier di progettazione, cuore dell’attività didattica dell’Accademia, rimarranno per ora al piano terreno. L’edificazione ex novo del Turconi 2 (edificio seminterrato destinato, tra l’altro, a ospitare gli atelier del primo anno) avverrà non appena possibile.

Si accenderanno i riflettori anche sulle aree esterne ai diversi edifici che compongono il campus. In modo particolare, sul comparto compreso tra il vecchio Ospedale, l’adiacente chiesa dei Cappuccini, il nuovo Teatro dell’Architettura e la sottostante via Bolzani. Le opere di riqualifica consentiranno di collegare in maniera funzionale i diversi ambiti e di disporre di uno spazio urbano – qualitativamente interessante – di incontro per la popolazione. Quello dell’Accademia di Mendrisio è in effetti uno dei campus universitari più “aperti” della Svizzera. È situato nel cuore di una realtà cittadina e viene attraversato quotidianamente non solo dal corpo docente e dagli studenti che frequentano i molteplici spazi, ma anche dai cittadini per i loro spostamenti giornalieri.

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