Caressaa, sorgente in pericolo a Rancate?

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Rancate in una panoramica del centro.

(red.) Lunedì 20 novembre si terrà a Mendrisio la seduta Legislativa. Fra le trattande c’è la richiesta del Municipio di restringere le zone di protezione di una sorgente carsica della città, il Caressaa, che alimenta – tra gli altri – i rubinetti di Rancate.

Il Municipio si è mosso quando la proprietaria di un fondo in zona Castello ha chiesto al Cantone di verificare la correttezza del limite in vigore dal 2009. Cantone e Comune hanno dato segnale verde alla proprietaria per far eseguire da specialisti le prove di tracciamento, da cui è risultato corretto porre una parte del fondo in zona S3, dando via libera all’edificazione, prima vietata. Ma la maggioranza delle “Petizioni” (rel. Giancarlo Nava, IaS) non è d’accordo; il tema è stato all’ordine del giorno di ben 5 sedute e i commissari hanno voluto ascoltare le spiegazioni delle AIM, del capo dicastero e degli stessi uffici cantonali.
A preoccupare è una frase contenuta nel preavviso (favorevole alla modifica) che il Cantone ha inviato all’ingegnere incaricato dalla proprietaria: “si rammenta che la vulnerabilità delle sorgenti carsiche, quali le fonti in oggetto, può essere molto elevata (…) il restringimento della S2 deve pertanto essere considerato con cautela, soprattutto nell’eventualità di cambiamenti fisici del terreno, per esempio in caso di riduzione dello strato di copertura se si scava”.
Considerazione che ha allarmato la maggioranza dei commissari, che si sono fatti alcune domande: il terreno ha già una destinazione precisa? vi saranno costruzioni? vista “la grande estensione” non lo si può escludere, “anche perché altrimenti non si giustificherebbe la richiesta di ridurre la zona di protezione”. Perché, allora “mettere in pericolo la sorgente Caressaa, importante, per Mendrisio, specialmente in caso di siccità?”. Secondo la commissione bisognava spingere l’indagine geologica oltre i 10 m di profondità ed anche estenderla, perché la superficie è davvero vasta: “come si fa a escludere formazioni molto permeabili”? Il limite del terreno è a pochi metri dalle sorgenti e dalla S1 “che è ancor più delicata”.
Una volta costruiti gli edifici, nessuno può escludere problemi legati a pesticidi o ad apparecchi in grado di inquinare il sottosuolo “e mettere a repentaglio una sorgente che a tutt’oggi è ben utilizzata e redditizia”. Occorre “dare un segnale positivo a difesa delle sorgenti” della città; e per questo il Legislativo è invitato a respingere il messaggio o, il Municipio, a ritirarlo. Non è stato pubblicato un rapporto di minoranza.