Centro giovani: vale la pena ritentare

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Break Dance al Centro Giovani di Mendrisio

Frequenze al di sotto delle aspettative? Quale sarà il futuro del Centro giovani di Mendrisio all’ex Foft? Se lo è chiesto con un’interpellanza la Sinistra sollecitando il Municipio e la riflessione su questo argomento è approdata fra i banchi del Consiglio comunale riunito lunedì sera nel Borgo.
Il capodicastero Politiche sociali, Giorgio Comi, ha riferito come il centro sia stato guidato da 2 animatori, entrambi a tempo parziale. Nel frattempo sono subentrate le dimissioni presentate dall’animatrice responsabile e la diminuzione della percentuale di lavoro dell’altro animatore. I contatti con l’Ufficio cantonale giovani sono costanti così come le collaborazioni con altre associazioni o enti. Il centro sembra profilarsi sempre più come luogo di incontro intergenerazionale ma con quali strategie si riprenderà in autunno e cosa ne pensa il Consiglio comunale? Ad intervenire per primo è stato Niccolò Bordogna (Plr): “Sembra strano che le perplessità vengano sollevate proprio da me che ho 23 anni ma ritengo che il centro giovani della nostra città non stia passando un buon momento. Preoccupa soprattutto l’affluenza al di sotto delle aspettative. Ritengo che occorra riorientare il centro. Le abitudini dei giovani sono mutate e quella che sembrava una buona soluzione, oggi va ripensata. Bisogna secondo me ricalibrare la funzione della struttura che vedrei bene all’interno del futuro Centro culturale La Filanda”. Di segno diverso l’intervento di Fiorenza Trento (Ppd) che ha ricordato come la struttura sia stata aperta 6 anni fa. “In questo spazio di tempo sembrerebbe che il centro non abbia ancora trovato la formula magica che lo faccia decollare ma non dobbiamo arrenderci. Alcuni centri del Cantone funzionano bene. Ritengo che il nostro centro debba assumere un’impostazione più cool e comunicare maggiormente tramite i social. Forse uno dei problemi è stato quello di non parlare la stessa lingua dei giovani. Il nostro gruppo non si allinea all’idea di chiuderlo o trasferirlo. Crediamo utile elaborare un nuovo approccio e ritentare.”
Si è parlato di quante proposte d’attività e incontri si siano susseguite dentro il centro e di come in esso vi sia anche la possibilità di frequentare senza la gestione degli animatori. Ma il discorso è poi inevitabilmente caduto sulle cifre. Le ha fornite il municipale Giorgio Comi con la premessa che “Non mi risultano obiettivi quantitativi con cui si debbano fare i conti”. Nel 2011 le frequenze sono state 1000 (meno di un anno), l’anno successivo la cifra è stata di 4’308. Il dato per il 2013 non è al momento accessibile ma a seguire il 2014 e 2015 hanno fatto segnare rispettivamente 3’309 frequenze e 3’534. Nel 2016, il centro ha registrato 4’339 presenze e quest’anno si prospettano oltre 5’000 frequenze. “Poche? Tante? È certo che fra queste vi sono anche quelle degli adulti che vi accedono in alcuni momenti. Quanto ai costi, possiamo dire che siamo attorno ai 100 mila franchi annui cui si sommano 30 mila franchi per la proposta Midnight”. Il discorso è aperto.