Negozi, la coperta troppo corta

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Il negozio di paese: quello di Rovio

(p.z.) “A fine giugno chiudo tutto. Il Municipio non ha dimostrato la volontà di risolvere davvero il problema e garantire alla popolazione – specialmente quella anziana – il negozio di paese”. L’amaro sfogo è di Graziano Rocchi, gerente del punto-vendita di generi alimentari di Rovio dal 2013. “Non abbiamo nulla contro la gerenza attuale, – replica il sindaco Riccardo Costantini – ma condonare 35 mila franchi di fatture-luce arretrate, potrebbe apparire come un rischioso precedente rispetto agli altri cittadini. L’Esecutivo si è chinato sul problema in diverse sedute e – personalmente – ci ho riflettuto a lungo e con preoccupazione, ma alla fine abbiamo confermato la nostra prima proposta e a quanto sembra non è stata accettata”. Le fatture-luce della discordia – diciamolo subito – sono riferite a 4 anni (dal 2013 al 2017) e non sono state pagate “in quanto non mi venivano recapitate” spiega il gerente. Prima di cercare di capire come mai a Rovio si sia giunti a frizioni tanto insanabili, parliamo del contesto di paese. A Rovio, la chiusura imminente del negozio trascina con sé anche i destini dell’agenzia postale che era in funzione al proprio interno. Nel medesimo stabile, il mercoledì mattina viene gestito dalle mamme un pre-asilo. In piazza, già da diversi anni è stata chiusa l’agenzia della Banca Raiffeisen e da alcuni mesi si è fermata l’attività del ristorante Salone (al momento sono in corso dei lavori). Tuttavia il paese ai piedi del Monte Generoso conosce una crescita demografica e registra la costruzione di nuove case con l’arrivo di famiglie giovani. Il negozio di paese è fulcro interessante al punto che viene definito un servizio.  A Rovio si è cercato un compromesso ma purtroppo le strade delle parti coinvolte non si sono incontrate. Un caso un po’ particolare. Vediamo cosa è capitato. Nel 2013 Graziano Rocchi aveva assunto la gestione del negozio ubicato in uno stabile di proprietà del Comune. “Da contratto – spiega il gerente – era fissato che io pagassi 750 franchi di affitto mensile e anche le spese ma le fatture di queste ultime non mi sono mai state inviate”. Il problema – annota il sindaco – è nato perché il Municipio di allora non aveva modificato al suo indirizzo il contatore.
Di fatto Rocchi (che allora era in carica quale municipale) sollecitava di tanto in tanto l’invio delle fatture ma le stesse non sono mai state trasmesse né tantomeno saldate. Fino a quando… “Tre mesi prima della votazione comunale – racconta Rocchi – le autorità comunali mi hanno portato le fatture-luce tutte insieme. Erano riferite a 4 anni di attività e ammontavano a 35 mila franchi totali. Io questa somma non voglio pagarla. Le fatture dovevano trasmetterle prima!” Le parti – lo scorso 16 maggio – si sono sedute ad un medesimo tavolo per cercare una via d’uscita all’impasse. In quell’occasione l’Esecutivo – che aveva già riflettuto parecchio sulla questione – ha ritenuto di ribadire la proposta originaria ossia chiedere che i 35 mila franchi fossero pagati sull’arco di 2 anni e nel contempo condonare quest’anno 4 mila franchi di spese d’affitto. “Proposta alla quale il gerente non aveva ancora dato una risposta” precisa Costantini. Con quello che guadagna nel paese di mezza montagna, Rocchi sostiene di non poter far quadrare il cerchio. La soluzione proposta – secondo lui – non è praticabile. “Devono rendersi conto che in un paese piccolo, se un negozio non è supportato dal Comune, non può farcela”. In alcuni Comuni del Mendrisiotto, per salvare questi spacci di paese, le autorità comunali vengono incontro ai proprietari o ai gerenti. Come? Con affitti simbolici, spese ridotte, incentivi agli acquisti e altro ancora (ne parliamo sotto). E allora perché a Rovio non si può andare incontro a chi gestisce il negozio di generi alimentari? Lo abbiamo chiesto al sindaco. “L’ultimo gerente prima dell’attuale corrispondeva un affitto pari a 1’000 franchi oltre ai costi dell’elettricità. Il gerente ancora precedente pagava al Comune 2’000 franchi di affitto oltre all’elettricità. Dunque l’attuale affitto di 750 franchi più spese luce è già stato ridotto. Inoltre, il Comune fa sempre capo al negozio di paese per ogni iniziativa che deve organizzare (aperitivi, buffet, ecc.) o per riparare i macchinari (il negozio offre questa possibilità)”. Rocchi insomma chiedeva il condono di tutto l’importo arretrato ma il Municipio è dell’avviso che le fatture si pagano. “Non è una ripicca ma è un voler sistemare una situazione che è diventata incresciosa” conclude il sindaco. E il negozio si prepara a chiudere.