Marmo da vedere e da lavorare

0
1886

(red.) È fissata domenica 17 settembre l’inaugurazione delle rinate cave di marmo di Arzo per quanto riguarda gli aspetti didattici, turistici e museali. Ma proprio questa settimana il Patriziato ha firmato un documento che riguarda un’altra parte importante del progetto:  il contratto d’affitto con la ditta scelta per riprendere l’attività commerciale rimasta ferma per diversi anni. Si tratta di una Sagl che fa capo ad un ex dipendente della società precedente e ad un suo operaio: due persone che conoscono bene la cava, la lavorazione del marmo e il mercato, pronte a rilanciare questa antica tradizione artigianale conosciuta ovunque.
La ripartenza della parte commerciale della cava è un segno importante per  tutti coloro che in questi anni hanno creduto all’appassionato lavoro che  sta facendo il Patriziato locale per dare alle cave, con la collaborazione della città, dell’Ente regionale di sviluppo e del Cantone, un futuro che appartenga  a tutta la comunità.  Già si vedono i contorni ben definiti dell’operazione e l’attesa per il taglio del nastro è viva. Nell’ex cava Calderari è ormai pronto, per esempio, il grande anfiteatro naturale per concerti e manifestazioni. Poco lontano, all’ingresso del percorso, ecco quello che probabilmente resterà un unicum in tutta la Svizzera: il Bagno imperiale, costruito con pesanti blocchi di marmo nel quale nelle prossime settimane saranno installati i sanitari. Gli interventi consentono di riqualificare un’area altrimenti destinata ad un degrado paesaggistico e all’oblìo.