SAM, il Cantone può fare meglio

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• (red.) Non immaginavano, i deputati del Mendrisiotto al Gran Consiglio, che dentro l’ambulanza in viaggio verso l’ospedale, o diretta sul luogo di un incidente, ci fossero tante competenze da parte del personale. Così, giovedì scorso, al termine dell’incontro cui erano stati invitati, i deputati presenti (10 su 12) hanno manifestato alla direzione del SAM tutta la loro stima e benevolenza per il servizio reso ai cittadini di questa regione.

Per la verità è da diverso tempo che le équipes del “preospedaliero” sono formate per una presa a carico completa del paziente; così che, quando si arriva all’ospedale, è già stato fatto un gran lavoro. Ma, come accade per altri ambiti professionali, quel che “c’è dietro” si vede poco. E’ proprio grazie a questa evoluzione, per esempio, che molte persone colpite dall’ictus o dall’infarto, oltre ad aver salva la vita, riescono a rimettersi in piedi più in fretta, potendo accedere più rapidamente alle cure specializzate e alla riabilitazione.
All’incontro erano stati invitati anche i rappresentanti degli altri enti di pronto intervento, i pompieri di Chiasso e Mendrisio, la Polizia cantonale regione Mendrisiotto, le Polizie comunali, la Protezione civile; e i responsabili delle varie strutture della rete di cura, l’OBV, l’OSC, il SACD, l’AMA, il Circolo medico, e il gruppo Hospita che gestisce la parte delle anestesie nelle cliniche di Ars Medica, con cui il SAM collabora.
La formazione, l’efficienza, la prontezza, tuttavia, costano.

E i soldi non sono mai abbastanza. Infatti le assicurazioni malattia, che pure sanno bene – a differenza dei comuni cittadini e dei loro rappresentanti  – quanto sia efficace il lavoro delle ambulanze, hanno le braccia corte. Il valore delle prestazioni riconosciute dalle casse è fermo da anni. A Mendrisio l’uscita dell’ambulanza dalla centrale di via Beroldingen  per una missione costa, ogni volta, 1470 franchi, come risulta dall’analisi dei conti del SAM. Circa metà viene pagata all’assicurato dalla cassa malati, al massimo una volta all’anno; l’altra metà è a carico dell’assicurato stesso.

Debitori, oltre mezzo milione
Ma non tutti sono in grado di pagare, in particolare quando una persona anziana ha bisogno dell’ambulanza due, tre volte all’anno. Tirate le somme alla fine del 2015, il SAM, alla voce debitori scoperti, ha dovuto mettere a bilancio circa 580 mila franchi. Non è la prima volta, anzi. Il SAM ha l’obbligo di recuperare questi soldi. Ma è evidente che la responsabilità della situazione va ricercata nella sottocopertura generata dalle assicurazioni malattia: se riconoscessero le prestazioni, come viene loro chiesto da anni, i conti del SAM sarebbero sicuramente con cifre nere e i 16 Comuni avrebbero un pro capite minore.

Anche il Cantone deve fare meglio
Anche dal Cantone i servizi d’ambulanza si aspettano un maggior riconoscimento: sui 2,6 mio di fr assegnati ai 5 enti attivi in Ticino, la maggior parte è destinata a quelli più periferici, con meno popolazione, com’è giusto che sia; così che nei conti del SAM questo contributo ha una parte decisamente poco sostanziale.

Un serie di altri preziosi servizi
Ma gli “ambasciatori” del SAM a Palazzo, dall’incontro con il SAM, non se ne sono venuti via soltanto con il messaggio relativo al finanziamento delle prestazioni, cui concorre, peraltro, anche la generosità della popolazione. Il soccorso d’urgenza, infatti, è soltanto una parte, seppur la più importante, delle attività del SAM. L’Associazione Autoambulanza del Mendrisiotto, presieduta da Katia Cereghetti Soldini, grazie alle competenze maturate  nella “rete di cura” e all’integrazione di figure presenti nelle strutture-partner, è in grado di offrire altri preziosi servizi, al dilà dei più noti interventi di prevenzione nel campo della pediatria e della geriatria. Come la copertura notturna da parte del SAM delle chiamate degli utenti verso l’Aiuto domiciliare di Via Mola, per esempio. Lo stesso SAM ha messo a disposizione la sede alla gestione, curata dai volontari dell’Associazione Mendrisiotto Anziani (AMA), dei trasporti di anziani e disabili con i mezzi del SAM, quando è necessario.

Forte collaborazione fra enti diversi
Con la Protezione civile si stanno mappando tutti i rifugi pubblici nell’ambito di un progetto di sanificazione; una casa per anziani, la “San Rocco” di Morbio è al centro di un progetto pilota, estensibile anche alle altre CPA, per mettere a punto un piano di evacuazione in tutta sicurezza. Comun denominatore di queste ed altre attività è la collaborazione fra gli enti, che, ciascuno con le proprie competenze, scendono in campo al momento giusto per aiutare le persone in difficoltà; persone con la divisa di poliziotto, quella degli infermieri, con la tuta dei pompieri, con il giubbotto dei soccorritori…

Servizio dentario, 6 mila cartelle
Fra le realtà generate dal SAM e dai Comuni che lo finanziano c’è anche il Servizio dentario regionale, che ha gestito finora con il suo “punto sociale” circa 6 mila cartelle sanitarie; vi lavorano 18 persone ed è a disposizione di tutti i cittadini e di quelli meno fortunati in particolare.
Il mese prossimo, il SAM si rivolgerà nuovamente alla popolazione per la campagna di donazione; mentre in giugno il “preospedaliero” del Mendrisiotto e del Basso Ceresio potrà essere ancor meglio conosciuto grazie alla pubblicazione di una rivista.