Alberto Nessi premiato a Berna

0
1591

Insignito a Berna per mano del consigliere federale Alain Berset e poi festeggiato fra le mura di un LAC straripante a Lugano e infine con l’abbraccio dei propri concittadini in Valle di Muggio, Alberto Nessi, scrittore del Mendrisiotto, ha vinto il più importante riconoscimento letterario svizzero ossia il Gran Premio svizzero di letteratura per il 2016.

 

Ne parliamo con lui e scopriamo che ha nel cassetto – già pronta – una nuova raccolta di poesie da pubblicare prossimamente. “Ve ne invio una per i lettori de l’Informatore” anticipa lasciando trapelare soddisfazione per il riconoscimento appena giunto. Riceviamo “Figure della pioggia”, poesia inedita che proponiamo nella scheda a destra.

Che significato le viene spontaneo dare a questo Gran Premio svizzero di letteratura che le è stato attribuito a Berna?
È un grande onore per me ricevere questo riconoscimento; e mi fa anche piacere che la Svizzera italiana venga valorizzata a Berna per motivi culturali.

La giuria federale di letteratura ha portato questa motivazione fra tutte: “Le pagine di Nessi hanno l’ambizione di salvare qualche frammento dell’esistenza delle donne e degli uomini comuni, rimasti in ombra, esclusi dalla Storia e trascurati dalla memoria collettiva”. Si riconosce in questa lettura? Quale è il valore del raccontare la vita di persone comuni?
Il mio sguardo si posa in modo naturale sulle persone comuni, perché mi sento in sintonia con loro, anche se ho bisogno di distacco e di solitudine per scrivere. Voglio precisare che nei miei libri si trovano anche personaggi che hanno avuto a che fare con la storia con la S maiuscola: in “La prossima settimana, forse” parlo di José Fontana da Cabbio, che a Lisbona, è stato uno dei fondatori del partito socialista portoghese e in “Milò” il protagonista del racconto che dà il titolo al libro è Emile Lexert, capo di una banda partigiana in Valle d’Aosta; un altro racconto di questo libro rievoca le vicende di Salvatore Corrias, salvatore di ebrei durante l’ultima guerra, sul confine fra Svizzera e Italia, dalle parti dove abito io. Oppure racconto la storia del bleniese Roberto Donetta, che oggi è considerato uno dei nostri migliori fotografi. Sono esempi di persone comuni che sono diventate straordinarie.

Ci sembra di capire che il Premio non è riferito in particolare alla sua opera più recente o a un’opera in particolare ma premia invece tutta una carriera letteraria. Ha già nel cassetto una prossima pubblicazione o un’idea?
Ho pronta una raccolta di poesie da pubblicare e sto lavorando a una serie di passeggiate letterarie nella Svizzera italiana.
         *           *           *
Nessi è nato a Mendrisio nel 1940 e cresciuto a Chiasso. Ha pubblicato con le Edizioni Casagrande i romanzi Tutti discendono, La Lirica e La prossima settimana, forse. E ancora: tre raccolte di poesie e due raccolte

Figure della pioggia

Non vedrò più la donna dalle nove dita
che mangia fragole da un contenitore di plastica
non saprò mai la storia del suo dito mignolonon vedrò più gli occhi della bambina
che avrebbe tante cose da raccontarmi
ma deve scendere, mi saluta dalla banchinanon vedrò più la donna che fa a maglia
con un gomitolo verde pisello, non alza lo sguardo
ha la mascella quadra di mia madrenon vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio
compagna di viaggio tra Zugo e Lugano
sorrideva ai meli spogli parlando da solanon vedrò più le figure incontrate per caso
negli scompartimenti di seconda
le figure trovate e subito perdute
attraversano la vita come acquate
di primavera sbandate dal vento. di racconti ossia Fiori d’ombra e Milò. Oggi vive a Bruzella.