Valera: il timore dei costi

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“Anche se non contrario agli obiettivi di riqualifica del comparto decisi dal Cantone” il Municipio di Mendrisio ha presentato al Gran Consiglio un ricorso contro lo stralcio, dal Piano direttore, del polo di sviluppo economico di Valera.

Motivo: la città teme che la domanda di risarcimento inoltrata al Tribunale d’espropriazione da due proprietari, per almeno 42  milioni di franchi, possa essere indirizzata al Comune, determinando “il rischio di un possibile tracollo finanziario dovuto a potenziali ed eventuali futuri elevati oneri espropriativi”. Il ricorso, deciso dal Municipio nella seduta straordinaria di lunedì 15 febbraio è di tipo cautelativo, non avendo il Cantone fornito garanzie scritte riguardo alla prospettiva degli indennizzi, né durante un incontro a tu per tu tra il direttore Claudio Zali e il Municipio, né nei documenti delle varianti del PD che sono state pubblicate il 4 dicembre. Il ricorso entra ovviamente nel vivo del cambiamento di rotta voluto dal Dipartimento. Il DT aveva bocciato il compromesso che il Municipio, con il suo pianificatore, aveva trovato per Valera, disegnando una vocazione mista, con obiettivi di riqualifica ambientale ma anche di tipo economico, assegnando vaste superfici agli insediamenti, 80 mila mq su 190 mila mq. Soluzione che non era piaciuta al Dipartimento di Claudio Zali: attenendosi alla LF sulla pianificazione del territorio e considerando il peso delle 6500 firme raccolte fra la popolazione, il DT aveva cancellato con un colpo di spugna l’indirizzo del Municipio e del pianificatore.  
Ora, inoltrando il ricorso, al di là della questione degli indennizzi, la città mette in discussione proprio quella svolta, che il DT avrebbe voluto imprimere con un PUC, un Piano di utilizzazione cantonale che, tra le altre cose perseguisse “là dove possibile, il recupero di superfici agricole: un recupero reale, sia nel riazzonamento, sia nell’attribuzione alla zona agricola” di Valera. Il DT era giunto all’“indirizzo verde” dopo aver concluso che quei fondi, tranne alcune eccezioni, non erano mai stati edificabili. Le ragioni dei proprietari
Ma i proprietari la pensano diversamente: da qui la richiesta di risarcimento. Per uno di loro, Leonello Fontana, intervistato da L’Informatore il 15 gennaio dello scorso anno “il terreno di Valera è ed è sempre stato edificabile, era già completamente edificato e in parte lo è tuttora; e, comunque, aveva aggiunto Fontana – una bonifica con obiettivi agricoli sarà molto costosa; oggi a Valera non cresce un filo d’erba. L’intera zona, salvo i terreni posti a Ligornetto, è circondata da strade e ferrovia è dunque urbanizzata, in grado perciò di accogliere iniziative imprenditoriali”.“Scelta sciagurata”
La notizia del ricorso ha suscitato “sconforto e indignazione” fra i Cittadini per il territorio, impegnati da anni anche sul fronte di Valera: “ci chiediamo quali siano le reali intenzioni che stanno dietro alla decisione di ricorrere. Il Municipio di Mendrisio non fa che ripetere gli errori del passato, confondendo l’interesse di pochi con quello di molti; e questo nonostante la mano tesa del Consiglio di Stato”, scrivono Ivo Durisch e Grazia Bianchi.
Verdi e Insieme a sinistra parlano di “scelta sciagurata”: “avevamo sperato, leggendo il Piano di indirizzi 2030 del Comune, in una nuova consapevolezza rispetto al territorio. La doccia fredda di oggi dimostra che nulla è cambiato e che le speranze di cambiamento vengono in realtà soffocate da interessi privati”, si legge nella nota di Françoise Gehring e Tiziano Fontana.