Fuori Porta: la fase 2

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Forma e contenuti della seconda fase del progetto Fuori Porta prendono consistenza con la definizione della tempistica e del necessario investimento che supera i 20 milioni di franchi. Il Municipio di Mendrisio ha illustrato ieri il messaggio con la richiesta di credito che getta le basi per la completazione del Centro di Pronto Intervento (CPI).

Prosegue parallelamente il processo di riqualifica dell’area posta fra la linea ferroviaria e il ponte di via Vela. Con la costruzione della Fase 2, come sottolinea l’Esecutivo, si porterà a termine il progetto completo che offrirà un qualificato spazio urbano all’entrata della città sul principale asse di penetrazione veicolare dallo svincolo autostradale. L’edificio seguirà l’impostazione costruttiva della Fase 1 e sarà certificato con standard Minergie-P. Il volume complessivo sarà di 18’049.72 mc.
Gli spazi interni verranno destinati principalmente a ospitare la polizia cantonale, sfruttando le sinergie con i servizi della comunale. Quella del CPI diverrà, di fatto, la sede regionale di riferimento sulle 24 ore. Una scelta strategica determinata da diversi fattori, tra i quali la posizione geografica e la vicinanza con i principali assi di trasporto. Nel nuovo complesso saranno insediati i servizi dei reparti della gendarmeria e di polizia giudiziaria con i settori del commissariato e l’antenna della sezione antidroga di Chiasso.
Nell’ambito della ridefinizione degli spazi, in sintonia con il Dipartimento delle istituzioni, si è provveduto a organizzare due ambiti che saranno condivisi, come detto, da polcomunale e cantonale: la segreteria con sportello e la centrale operativa. Un accesso comune sarà operativo già in Fase 1: un vantaggio sicuro per la fruibilità dei servizi.Entro la fine del primo semestre di quest’anno, saranno infatti consegnati gli spazi della Fase 1 che permetteranno l’insediamento definitivo del corpo civici pompieri, della polizia comunale, dell’Ufficio tecnico comunale e del consorzio protezione civile Mendrisiotto.

Tempistica e complessità
del cantiere
La tempistica per quanto concerne l’edificazione della nuova struttura segue l’iter abituale. Dopo la crescita in giudicato del messaggio con la richiesta del credito di costruzione di 20’675’000 fr – osserva la compagine municipale – si dovrà affrontare la fase esecutiva con la stesura dei piani definitivi e delle principali gare d’appalto. Questa fase è stimata in un lasso di tempo di 8 mesi.
Il cantiere sarà più complesso di quello già affrontato per la prima parte. L’area riservata alle maestranze sarà mantenuta all’interno dell’ex superficie del macello comunale, mentre quella di cantiere sarà limitata all’attuale sede dell’Ufficio tecnico comunale e delle Aziende industriali di Mendrisio con il rispettivo piazzale esterno in corrispondenza di via Zorzi. Demolizione e scavo comporteranno globalmennte 10 mesi di lavoro. La costruzione vera e propria è programmata sull’arco di un anno e mezzo. La durata complessiva della fase realizzativa raggiunge quindi i 36 mesi.
La prudente pianificazione temporale è dovuta a diversi elementi: la difficoltà della demolizione (esiguità dell’area, sostegno del fronte verso via Vela, vicinanza di edifici esistenti) e l’esecuzione in verticale del cantiere rispetto alla Fase 1 che si estendeva invece su un’importante superficie.

L’investimento
La realizzazione della seconda tranche, precisa l’Esecutivo, genera un investimento netto a carico della città per un importo quantificato in 11’435’000 franchi. Al lordo – di poco superiore ai venti milioni di franchi – vengono sottratti infatti i contributi e la quota parte d’investimento della polizia cantonale (8’840’000 fr). I nuovi spazi del progetto Fuori Porta, come anticipato, sono in pratica destinati alla polcantonale o messi in locazione a terzi. Il Municipio suggerisce pertanto di registrare l’investimento come un bene patrimoniale.
L’auspicio è quello di poter ricavare complessivamente almeno 400’000 franchi per i canoni di locazione annui. Gli oneri finanziari medi ammontano a 400 mila franchi, e sono quindi autofinanziati. Nel messaggio, il Municipio informa pure di avere ricevuto interessanti richieste per poter occupare gli spazi in locazione previsti nella Fase 2.

Una convenzione
fra la Città e il Cantone
La Città ha proposto di cedere gli spazi dello stabile Fuori Porta concedendo gratuitamente l’uso del terreno. Per garantire in futuro la proprietà comunale, l’Esecutivo è orientato alla costituzione di un diritto di superficie per sé stante e permanente a titolo gratuito sul fondo 639 RFD (per una durata di 50 anni).
Il Municipio chiede pertanto l’autorizzazione al Consiglio comunale alla costituzione del diritto di superficie, così come di ratificare la convenzione preliminare fra il Comune e il Cantone atta a definire le condizioni per la vendita degli spazi riservati alla polizia cantonale. L’atto definisce in particolare l’impostazione della proprietà per piani, i principi del diritto di superficie, le condizioni di vendita degli spazi e la messa a disposizione gratuita della sala polivalente e della palestra (che verranno ospitate nel nuovo edificio, insieme al bar e agli spazi amministrativi).
Il Consiglio di Stato, da parte sua, ha già espresso l’auspicio che Mendrisio possa tenere in debita considerazione possibili nuovi bisogni dell’amministrazione cantonale nello stabile Fuori Porta, soprattutto quelli legati alle esigenze della polcantonale. L’Esecutivo, in sede di messaggio, conferma la disponibilità a valutare in futuro queste nuove esigenze e a coinvolgere, a tempo debito, il Legislativo cittadino.
La convenzione è stata ratificata dal Governo il 27 gennaio scorso. Il relativo messaggio sarà licenziato a breve termine.