Successo a Soletta per la Palmira

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(p.z.) Perché il complotto squisitamente momò della Palmira è stato selezionato dalla giuria del Filmfestival di Soletta?

 

“Perché ritenuto di alta qualità dal profilo cinematografico e perché il successo maturato dalla Palmira in Ticino rappresenta una sorta di fenomeno che incuriosisce e sul quale poter riflettere”. Queste – in sintesi – le motivazioni portate da chi ha selezionato oltre 400 pellicole per poi sceglierne alcune da proiettare e presentare al pubblico durante il festival svizzero (fra le quali il film ticinese) e altre anche da premiare.

La sala da una novantina di posti del Cinema Canva Blu di Soletta – sabato pomeriggio – era stipata tanto che alcuni spettatori non hanno potuto visionare il complotto elettorale di Mendrisio. Medesimo successo questo mercoledì per la seconda proiezione in programma: sala gremita e una ventina di spettatori rimasti “a bocca asciutta”. Grande successo quindi per il regista Alberto Meroni, l’autore Diego Bernasconi e gli attori che sono stati chiamati sul palco a parlare della loro “creatura” ed hanno intrattenuto il pubblico a suon di battute! Già durante la proiezione, gli spettatori romandi e svizzero-tedeschi hanno dimostrato di apprezzare la pellicola lasciandosi andare a sonore risate soprattutto quando le gags riconducevano dritte a Blocher o a Niederbipp. Risate – le loro – posticipate di alcuni secondi rispetto a quelle dei ticinesi, per il tempo di lettura dei sottotitoli. La pellicola è infatti stata mantenuta in dialetto ticinese ma le scene erano sottotitolate sia in tedesco che in francese. Sul palco, la compagine momò ha parlato delle origini del fenomeno con decenni di pièces teatrali che mandavano in visibilio il pubblico (ed hanno permesso di raccogliere e donare in beneficenza mezzo milione di franchi) e poi la sfida di trasporre il teatro sul grande schermo “cercando di rendere reali i personaggi e le situazioni accanto a due donne – la Palmira e la Milieta – che in verità sono uomini” ha sottolineato il regista. Le capita di passeggiare a Mendrisio e sentirsi chiamare Palmira?, è stato chiesto a Rodolfo Bernasconi. “Certo che mi capita, ma di certo non mi offendo!” All’appuntamento del complotto con il Filmfestival di Soletta non ha voluto mancare un folto gruppo di momò che è approdato nella magnifica città della Svizzera tedesca con un pulmann offerto dalla Bocciofila Romano. Bocciofila che durante le riprese della pellicola si è sentita particolarmente coinvolta (nella storia, l’unica passione del sindaco neoeletto e nipote della Palmira, Peter, è il gioco delle bocce da fare con “ul cör e ul cò”). Giornata splendida per questo gruppo di momò che ha colto l’occasione della proiezione per rivedere il film nella cornice del festival e visitare la parte storica della città, pranzando nel centro.

• Cosa rappresenta il Festival di Soletta?
Le Giornate di Soletta costituiscono il festival cinematografico più importante per il cinema svizzero. Dal 1966 il festival presenta – anno dopo anno – nel programma Panorama una selezione rappresentativa di lungometraggi, documentari e cortometraggi.
In gruppi di discussione e tavole rotonde sul palco, il pubblico e il settore del cinema discutono sui film proiettati e sulla cultura cinematografica svizzera. Con oltre 60mila spettatori all’anno, le Giornate di Soletta costituiscono uno dei più rinomati eventi culturali della Svizzera. Alberghi al completo e code piuttosto lunghe davanti alle casse delle varie sale-cinema hanno confermato anche quest’anno l’attrattiva della manifestazione.