Raddoppio: “Ce ne basta una”

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A far da sfondo alle ragioni sentite lunedì  spicca la tesi secondo cui non è stato fatto alcun sforzo, da parte del Consiglio federale, per considerare  alternative al progetto miliardario sul quale si voterà tra poche settimane.

 

Al centro c’è la necessità, da tutti riconosciuta, di rigenerare – ma senza costruirne un’altra accanto – la vetusta galleria autostradale tra Airolo e Göschenen. Alla genesi della quale va proprio Giancarlo Seitz, ricordando che il Ticino di quegli anni – il tunnel fu aperto nel 1980 – l’aveva fermamente voluto affinché il nostro cantone fosse allacciato come Dio comanda al resto del Paese. Un collegamento nazionale, insomma, che nulla doveva spartire con la vocazione, cresciutale intorno in questi 35 anni, di una galleria da  oltre 1 milione di camion all’anno, sempre più pesanti, targati in tutti i paesi europei. Alcuni dei quali guardano alla votazione del 28 febbraio con  occhio non disinteressato, dice Renzo Galfetti, già parlamentare PPD, a proposito del Brennero, il passo tra Austria e Italia da 4 milioni di camion: “accendono i ceri in chiesa da quelle parti, perché il raddoppio del San Gottardo sgraverà di TIR quella  direzione; faranno tutto il possibile per dirottare i camion verso il  Gottardo”. Ecco perché risulta poco credibile, aggiunge l’avvocato di Chiasso, la Consigliera federale Doris Leuthard che alle domande puntuali  sull’aumento dei TIR lungo la direttrice del Gottardo risponde sempre “Io non credo…”. Invece la perizia Hartmann & Sauter, pubblicata lunedì dal Comitato smentisce il capo del DATEC: la costruzione di una seconda canna, con l’esercizio di una sola corsia in ciascuna di esse porterà ad un aumento in  ogni direzione dagli attuali 1200 veicoli/ora a 1400-1500 in ogni giorno feriale; e da 1300 a 1600 nei dì di festa, quando i camion non possono circolare. Previsioni che lo studio grigionese basa – oltre che sulla certezza dei dati forniti dall’USTRA circa l’aumento tra il 2009 e il 2011 dei passaggi nei tunnel a doppia canna – su due aspetti tecnici difficilmente smentibili:  viaggiare con due canne porterà alla scomparsa del traffico in senso inverso, molto intenso proprio nelle ore di punta; mentre la distanza dalla parete della galleria, che risulterà più larga, lascerà uno spazio maggiore e senza ostacoli sulla destra. Come dire, insomma, che la bandiera della sicurezza, la prima ad essere inalberata dai fautori del raddoppio, porterà con sé una maggior tranquillità al volante: e nessuno potrà fermare i “più” che sceglieranno per questa semplice ragione il Gottardo. Ecco, allora, violata la Costituzione, che vieta l’aumento del traffico sulle Alpi. Basterebbe un’ordinanza, poi, per passare dalle due alle quattro corsie.
Per Antoine Turner, economista, liberale, già attivo nel settore industriale, è evidente che due gallerie costano più di una sola, senza dimenticare la manutenzione. È ben chiaro che gli industriali sono favorevoli al progetto perché non vogliono avere pensieri in più di quelli di adesso, come quello di perdere il filo diretto con il Nord delle Alpi. Ma Turner ricorda che AlpTransit, anche con il passaggio stradale impraticabile per qualche anno – “ma nel 2001, dopo la chiusura a causa dell’incidente, i ticinesi si organizzarono benissimo” –  darà già tra pochi mesi un contributo decisivo alla relazione con il Nord.
Eletto sulla lista del PPD, sindaco di Manno, a ridosso dello svincolo di Lugano Nord, Fabio Giacomazzi teme pure lui l’aumento dei passaggi e il peggioramento della qualità di vita della popolazione residente, sulle sorti della quale anche un’amministrazione comunale come la sua deve vegliare. Occorre dunque “risanare senza perderci”. Come? Non sono certo proponibili impianti provvisori come le stazioni di trasbordo immaginate qualche anno fa a Biasca e Ersfeld, paragonabili, per dimensioni ed impatto, a quelli di Dover e Calais. Invece occorre rafforzare e allungare l’attuale autostrada viaggiante tra Chiasso e Basilea, approfittando così pienamente degli investimenti fatti per la ferrovia, non solo per AlpTransit ma anche per alzare i profili delle attuali gallerie a 4 metri, (come a Coldrerio) nell’ambito di un efficiente corridoio adatto anche al traffico combinato,  operativo tra pochissimi anni. Per servire il Ticino occorrono piccoli impianti di trasbordo nei luoghi dove già ci sono infrastrutture di questo tipo, a Chiasso, Bioggio, Cadenazzo. Per il traffico turistico e leggero, durante il cantiere di risanamento, si metteranno in servizio treni navetta. A lavori ultimati avremo una galleria moderna e resa sicura grazie alla tecnica ma anche per merito dell’avvenuta diminuzione del traffico pesante, trasferito in modo durevole sulle tracce gestite dalla Hupac, la società del trasporto intermodale nata e basata a Chiasso.
Senza dimenticare la “vecchia” linea del Gottardo, sulla quale, di notte, mantenendola in vita, si potranno far transitare alti autocarri sui treni, ricorda Giancarlo Seitz.