Breggia, ok alla vendita di immobili

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(red.) La prima legislatura per conoscersi e mettere in piedi l’impianto del nuovo Comune; la seconda, che si concluderà nell’aprile del prossimo anno,  per realizzare i primi progetti, partendo dai più urgenti, e da quelli che si sono portati dietro i vecchi comuni, come la viabilità a Bruzella, andato felicemente in porto.

 

Due fasi, due legislature contraddistinte dalla fragilità “di base” delle finanze, che ben si riflette, per esempio, nella situazione dell’azienda acqua potabile; o nella decisione di vendere 4 beni immobiliari, con un incasso previsto assai modesto, di 1,7 mio di fr;  ma assolutamente necessario se anche in futuro Breggia vorrà beneficiare dei contributi che il Cantone versa ai nuovi Comuni. Conti “in ordine” insomma, chiede Bellinzona. I soldi delle vendite serviranno ad eseguire ammortamenti supplementari della sostanza ammortizzabile, permettendo al Comune di affrontare nuovi investimenti. Ma non tutto il Consiglio comunale, riunito martedì 15 dicembre, ha la stessa visione delle cose, quella del Municipio.  

Non facile vendere beni ricevuti in dote
Anche il PLR capisce che non è facile vendere proprietà portate in dote a Breggia dai Comuni di prima, ma quei soldi sono necessari per gli investimenti dei prossimi anni. Il PPD ammette che il messaggio “non è perfetto”; ma le imperfezioni, e gli aspetti emotivi evocati dalla famiglia che abita in una di quelle proprietà, pubblicata sui giornali, non devono impedire una misura finanziaria che va in qualche modo a riparare “errori fatti dai precedenti Municipi”. Un no deciso, invece, è giunto dai socialisti e dai verdi. I primi, oltre al danno d’immagine che il Comune si porta via per “non proteggere i propri cittadini” vendendogli la casa, sostengono che gli affitti versati dagli inquilini per le 4 proprietà equivalgono all’importo che serve a ripagare un investimento di 2 milioni. Perché vendere, dunque?

Vendiamo la chiesa di Cabbio
I verdi, che votano di no, come la sinistra, ricordano di aver sollecitato in passato una lista completa delle cose che si vogliono vendere; qui, invece, non c’è alcuna strategia. Perché non vendere alla diocesi la chiesa di Cabbio, per esempio, che è di proprietà comunale? Altri interventi di segno negativo chiedono che l’Alpe sia lasciato in pace, per farne, per esempio, una scuola verde per i bambini delle scuole; c’è chi insiste sui legami storici di quelle proprietà e dice dell’orgoglio che Breggia dovrebbe provare per  poter disporre di simili beni; altri ancora paragonano il Comune “a coloro che esumerebbero la bisnonna per venderla a venti denari”.

Nessuno finirà per strada
Ma le ragioni del no non riescono a sfondare il consenso di PLR e PPD, soprattutto quando il Municipio garantisce che, nel rispetto del contratto d’affitto (dicembre 2016)  “non metterà in strada nessuno” ed elenca le cose che bisognerà fare nei prossimi anni: acqua potabile, fognature, strade, posteggi, piazze di giro, la scuola che “è vetusta”,  il magazzino per gli operai del Comune;  per mettere in moto tutti quei progetti occorre “una base finanziaria solida”, costituita, anche, da un buon ammortamento, che sgrava gli oneri e lascia debiti contenuti alle prossime generazioni; “appiattirsi significa far fallire il progetto aggregativo”.

PV Caneggio, lo approvò quel Municipio
Anche il Piano viario di Caneggio deve affrontare critiche piuttosto dure prima di essere approvato. Strade con una pendenza eccessiva, e che magari non vuole nessuno, dice la sinistra; contributi di miglioria spropositati, denunciano i verdi; dai liberali un invito: facciamo questa strada ma non lasciamo che il cantiere rimanga aperto anni e anni, coma già succede in Valle. Dalle “opere pubbliche” un monito a coloro che, attaverso una lettera a tutti i consiglieri, hanno messo in dubbio il Piano: “una lettera inaccettabile, fra coloro che lo censurano ci sono ex municipali della frazione; e fu quel Municipio ad avallarlo. Non bisogna infangare la gente. Quel messaggio in commissione l’abbiamo girato sottosopra, ma è fatto così; criticarlo adesso non serve, ci mettiamo tempo e passione nelle commissioni, altrimenti stiamocene a casa a guardare la televisione…”. Il Municipio riassume in poche parole il problema che il PV deve risolvere: è 30 anni che la popolazione lo chiede, nel frattempo le case sono aumentate ma le strade sono sempre quelle, bisogna costruire delle piste dove cedono. Chi costrusce le case deve sobbarcarsi i costi dei mezzi di trasbordo del materiale “e in più deve anche pagare i contributi di miglioria!”

Banda larga e fibra ottica
Presenti alla seduta tutti i 25 consiglieri e il Municipio al completo. I messaggi all’ordine del giorno sono stati tutti approvati, quello sulle vendite con 6 contrari, 1 astenuto; il PV di Caneggio e il Preventivo 2016 con 6 astensioni. Un solo no allo scioglimento del consorzio acquedotto di Piazöö, motivato con la scarsa chiarezza con cui è gestita l’ACAP. Minidibattito sul Monte Generoso verso la fine della seduta, quando i Verdi chiedono di valutare la possibilità di istituire un Parco regionale; l’esecutivo si dice perplesso perché la montagna è già ben protetta. Lo stesso gruppo chiede maggior rigore nella concessione di permessi per le antenne di telefonia mentre il PLR sollecita uno studio per un rapido accesso alla banda larga e l’arrivo della fibra ottica. Sul finale, il ringraziamento del Municipio alle commissioni per il loro prezioso lavoro.

• Dopo la seduta è pervenuta alla redazione una lettera in cui il consigliere comunale Franco Crivelli (Insieme a sinistra), contrario alla vendita dei beni comunali decisa martedì, ricorda che da ex municipale, 4 anni or sono “mi ero dato da fare per portare una giovane famiglia numerosa in valle, con lo scopo di promuovere concretamente l’insediamento dei giovani in un comune periferico (…) Ora, con la vendita degli immobili gli abitanti di Breggia saranno più poveri di prima e avranno 3 bambine in meno alla scuola elementare (…)”.