Letti post-acuti: “Siamo discriminati”

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Aumentare da 30 a 45 i letti post-acuti nel Mendrisiotto. La richiesta è la stessa ma le lettere inviate al Consiglio di Stato per esprimerla sono due: quella del Municipio di Chiasso e quella dei colleghi di Mendrisio. Le missive si inseriscono nel quadro della proposta della Commissione del Parlamento cantonale sulla pianificazione ospedaliera e più precisamente sulla distribuzione dei letti post-acuti per distretto.

 

Mendrisio: “Siamo anche i più colpiti dall’inquinamento e dal traffico”
La rinnovata conferma di non voler rispondere alle esigenze della regione del Mendrisiotto a più riprese rivendicate da esperti, medici, enti territoriali e politici, – scrive l’Esecutivo del capoluogo – ha lasciato perplessi e confusi molti amministratori locali, a fronte delle problematicità e dei dati certi che mostrano le disparità da tempo segnalate. In sostanza, il Municipio di Mendrisio ribadisce di “voler operare con forza per il mantenimento della qualità di vita della popolazione residente, da tempo confrontata con altre problematiche: un forte inquinamento, un traffico inarrestabile e un’insicurezza generale, elementi che non aiutano di sicuro le fasce più deboli della nostra società”. Mendrisio chiede che con il nuovo stabile OBV che l’EOC intende costruire, trovino posto 30 letti post-acuti da sommare agli altri 15 della Casa anziani di Arzo già attualmente disponibili. La transizione dall’ospedale al domicilio, al momento, è sostenuta dagli operatori dei servizi di cura e assistenza a domicilio, considerata la penuria di letti post-acuti che – nel Mendrisiotto – corrispondono ai soli quindici letti previsti nella Casa anziani di Santa Lucia di Arzo. Mendrisio invita dunque nuovamente il Consiglio di Stato a considerare la realtà del distretto affinché possa trovare soluzione la palese ineguaglianza numerica di questo servizio.

• Chiasso: “Le cifre lo dicono chiaro che la nostra regione è discriminata”
L’Esecutivo chiassese “proprio non riesce a comprendere perché per il distretto del Locarnese si disponga di una percentuale dello 0.9% per 1000 abitanti, per quello del Luganese e del Bellinzonese entrambi dello 0.8 per 1000 abitanti, mentre per il Mendrisiotto è prevista una percentuale dello 0.6% per 1’000 abitanti. “Il minimo che si possa concludere – scrive il Municipio della cittadina di confine – è di essere discriminati, senza che venga fornito uno straccio di giustificazione. Questa percentuale dello 0.6 corrisponde a 30 letti, di cui 15 presso l’Ospedale Beata Vergine e 15 presso un’altra clinica”. Oltre a ciò, fa notare il Municipio, i 15 letti post-acuti presso l’OBV devono essere detratti al numero dei posti acuti oggi esistenti, con una perdita di posti acuti rispetto agli altri distretti, e ciò per tutto il periodo degli anni transitori necessari alla realizzazione della nuova ala per i letti post-acuti presso l’Ospedale della Beata Vergine. In conclusione quindi, l’Esecutivo chiassese chiede al Governo “che al distretto del Mendrisiotto vengano attribuiti 45 letti post-acuti”.