Le cave di Arzo fanno cultura

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(red.) Passato, presente e futuro delle cave di marmo di Arzo. Chi è interessato all’argomento, questo mese di novembre può seguire un ciclo di quattro appuntamenti proposti dal Circolo di cultura di Mendrisio. Il ciclo è iniziato questa settimana con la conferenza del geologo Markus Felber, tenuta a Canavée, mercoledì sera, sotto il titolo “Dai fondali marini all’altare: la storia del falso marmo di Arzo e di altre rocce del Monte San Giorgio”.

Il geologo, dottore in scienze naturali al Politecnico federale di Zurigo, ha presentato gli eccezionali e complessi processi geologici  che hanno portato alla formazione delle rocce del comprensorio delle cave di Arzo, inserite nella Buffer-Zone del sito Unesco del Monte San Giorgio. Rocce, la cui coltivazione ha portato a uno sviluppo industriale-artigianale dell’intera area compresa fra Arzo, Tremona, Besazio, Viggiù e Saltrio. Di questa attività sono rimaste numerose testimonianze sia scientifiche che artistiche.

La seconda serata è in agenda venerdì 13 novembre dalle 20.30 al Museo d’Arte di Mendrisio. “Da Arzo all’Europa: la lavorazione artistica della macchia vecchia e del broccatello” sarà raccontata dallo storico dell’arte Edoardo Agustoni. È difficile stabilire con precisione quando ebbe inizio lo sfruttamento delle cave di pietra e di marmo: i documenti attestano l’uso di questo materiale solo a partire dal XV secolo ma alcuni manufatti reperiti sul territorio lombardo lasciano supporre un loro impiego già in epoca più antica. È tuttavia a partire dalla seconda metà del XVI secolo che le cave alle pendici del Monte San Giorgio conosceranno sempre più un grande successo internazionale. Soprattutto per il marmo d’Arzo la cui presenza è attestata sui cantieri storici di mezza Europa: dalla Svizzera Interna a Milano, Torino, Genova, Venezia, Napoli, Roma, dalla Francia alla Germania e all’Austria sino a San Pietroburgo. Durante la serata verranno osservati da vicini alcuni manufatti presenti in queste località.

L’architetto Enrico Sassi presenterà – mercoledì 18 novembre alle 20.30 alle scuole Canavée – il progetto per la riqualifica dell’area e la ristrutturazione degli stabili del comparto delle cave di marmo di Arzo, elaborato da lui stesso su mandato del Patriziato di Arzo e con il patrocinio dell’Ente Regionale di sviluppo Mendrisiotto e Basso Ceresio. Il progetto prevede la ripresa delle attività di coltivazione della pietra e interventi di riqualifica relativi a tre ambiti specifici: il Sentiero didattico (sistemazione del percorso e valorizzazione delle antiche cave), l’Aula nella Cava (ristrutturazione e riuso degli antichi edifici) e l’Anfiteatro naturalistico (conservazione e valorizzazione delle risorse naturalistiche, sistemazione e arredo di uno spazio di circa 4’700 metri quadrati).

• Visita guidata tra fossili, marmi e beni culturali
La visita guidata concluderà il ciclo di incontri sabato 21 novembre a partire dalle 13.30. Si intitolerà “Alle pendici del Monte San Giorgio: tra fossili, marmi e beni culturali” e sarà a cura del presidente del patriziato Aldo Allio, dell’architetto progettista Enrico Sassi e dello storico dell’arte Edoardo Agustoni. La visita guidata sarà offerta dal Circolo di cultura e prevede il ritrovo dei partecipanti di fronte alla Cava (già Cava Rossi) sulla strada che da Arzo conduce a Meride. Visita all’area della cava e alla Chiesa parrocchiale ad Arzo. Poi il trasferimento a Meride alla Chiesa San Silvestro e alla Casa Oldelli. Ogni partecipante giungerà sul posto con mezzi propri (limitare il numero delle auto!). Altre informazioni si possono ottenere telefonando allo 091/646 68 67 (Marianne Germano) o allo 091/646 83 68 (Annamaria Bergomi Mercolli).