Polizia, si torna alle regioni

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(red.) Calcio d’inizio e foto di rito sul campo da calcio chiassese. La squadra è pronta. È scattata questo 1° luglio la riorganizzazione della Polizia Cantonale in Ticino di cui si parla da alcuni mesi.

 

Quello del Mendrisiotto è il 1° Reparto ed è unico per tutta la regione. Poi ci sono i reparti del Luganese, Bellinzonese e Locarnese cui si aggiunge la Stradale. Centralizzare il Corpo era stata la volontà nel 2005 ma oggi i bisogni sono mutati e si torna ad una gestione più regionale degli agenti anche per razionalizzare le risorse evitando che il problema del traffico nel Cantone obblighi le pattuglie a perdere tempo in trasferte che si possono evitare se la squadra è più radicata nel territorio. Sentiamo il responsabile del Reparto del Mendrisiotto, capitano Edy Gaffuri.
Una sessantina gli agenti di Polizia cantonale schierati in divisa e pronti a lavorare per la sicurezza del Mendrisiotto. È iniziata questo mercoledì l’era di una Polizia più vicina al territorio e meno centralizzata. Il cambiamento era stato annunciato nei mesi scorsi dal Dipartimento delle Istituzioni e dai vertici della Polizia cantonale. Ora ci siamo. Ma che cosa accadrà in termini concreti? Lo abbiamo chiesto al capitano Edy Gaffuri chiamato a dirigere l’intera squadra.

Iniziamo dalla logistica. Come vi organizzate?
Siamo in attesa che venga portata a termine la nuova sede nell’ambito del Centro di Pronto Intervento (CPI) alle porte di Mendrisio. In questa fase cosiddetta transitoria, lavoriamo dislocati nelle due sedi attuali: quella di Chiasso dove è impegnata la maggior parte degli agenti e poi a Mendrisio nella sede provvisoria al Pretorio. Si stima che il trasferimento al CPI possa avvenire nel 2018. A quel momento invertiremo la proporzione delle unità: la maggior parte degli agenti del Reparto farà capo alla sede di Mendrisio ma a Chiasso rimarrà comunque una presenza poiché la vicinanza della frontiera esige particolare attenzione.

Lei dirige dunque tutto il 1° Reparto Mendrisiotto?
Sì. È definito “1°” perché ogni regione è numerata nell’organizzazione cantonale dove si contano altri reparti, quello del Luganese, del Bellinzonese, del Locarnese e quello della Stradale. Per il Mendrisiotto mi affiancano l’aiutante capo Sandro Ponti, l’aiutante Dario Romerio-Giudici a Mendrisio e l’aiutante responsabile Centro comune flussi migratori Roberto Losa.

Cosa cambia da oggi?
In realtà non molto sia per noi che per la popolazione. Nel legame più costante degli agenti al territorio, impiegheremo meglio il tempo. È una questione di razionalizzazione delle risorse. L’incremento del traffico nel Cantone rendeva sempre più ardua la mobilità delle pattuglie. Il tempo che prima veniva usato per le trasferte sarà impiegato per il lavoro stesso a vantaggio del cittadino. E poi – altro vantaggio – garantiremo presenza costante sulle 24 ore nel Mendrisiotto.

Ecco appunto a chi si deve rivolgere il cittadino?
Per le urgenze rimane il numero telefonico 117, da dove poi vengono smistate le chiamate. Invece, per le altre richieste, invitiamo a consultare il sito in internet dove vengono indicati gli orari di apertura degli sportelli sia a Mendrisio che a Chiasso ed i rispettivi numeri di chiamata per la quotidianità.

In quanti siete esattamente?
Fra gendarmeria, polizia giudiziaria e servizio antidroga, nel Mendrisiotto ora siamo a quota 70 unità. Più o meno gli effettivi che avevamo nel 2005. Altri 60-70 sono attivi nelle altre regioni mentre nel Luganese siamo attorno alle 115 unità.