È qui l’ora di domani

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(red.) Potrebbe sorgere entro la fine dell’anno il Centro di formazione del settore orologiero, promosso da alcune aziende del ramo attive soprattutto nel Mendrisiotto e dall’Associazione industrie ticinesi (AITI).

Il settore è in pieno sviluppo tecnologico. Nelle fabbriche c’è sempre più necessità di collaboratori e collaboratrici formati, con particolare riguardo verso i residenti. I profili professionali non sono più legati soltanto al montaggio, lavoro svolto per decenni, con umiltà, fatica e modesti salari da migliaia di donne frontaliere ma anche dei nostri paesi. Automazione sempre più spinta e nuove macchine appartengono ormai alla realtà di diverse fabbriche. Alcuni imprenditori hanno messo a disposizione dei capitali per fondare un’azienda innovativa rivolta al trasferimento, in Ticino, di produzioni di pezzi fino ad oggi fabbricati a buon mercato in Asia.
A livello nazionale il ramo è in evoluzione in termini commerciali e di impieghi: a settembre 2013 il settore orologiero svizzero impiegava circa 60 mila persone, +4% rispetto al 2012. Dal 2000 al 2013 sono stati creati 20  mila impieghi in più in Svizzera, gli apprendisti sono 1200 (2% del totale); il 65% del personale ha un diploma o una formazione superiore.
La tendenza è al rialzo ed una buona formazione, unita alla riqualifica professionale, appaiono determinanti per migliorare le condizioni di lavoro nel settore dell’orologieria.
Si investe in tecnologia, si aumenta la produzione ma l’obiettivo degli imprenditori è anche di valorizzare il lavoro delle  persone.