Il musical che sta nascendo

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Il coro parrocchiale di Mendrisio “Canta la vita” questa volta canterà e ballerà la storia di Madre Teresa di Calcutta, quella piccola donna considerata fra le più grandi del mondo. Da circa un anno è in preparazione a Mendrisio un vero e proprio musical. Nel progetto sono coinvolte una quarantina di persone che si cimenteranno nel ballo, nel canto, nella recita e negli aspetti tecnici. L’esordio del musical è in agenda a Mendrisio sabato 14 marzo alle 20.30 e domenica 15 marzo alle 17 al Teatro Centro Sociale del quartiere di Casvegno. Ulteriori repliche seguiranno in altre località del Cantone.

 

A dieci anni dal primo musical messo in scena sulla figura di San Francesco, il coro di Mendrisio prova di nuovo a mettersi in gioco in questo ambito. “Con un saio me ne andrò” – era stato il titolo dello spettacolo di allora – raccolse grande entusiasmo fra il pubblico e venne archiviato come un ottimo successo. Oggi il gruppo è di nuovo impegnato e non si compone solo dei membri del coro “Canta la vita” ma anche di altri coristi, cantanti solisti, ballerini, coreografi, attori, sarti, truccatori, tecnici e decoratori non professionisti di ogni età. Le prove si svolgono una volta a settimana presso il Salone di Santa Maria a Mendrisio (grazie alla disponibilità della Parrocchia). Incontriamo Laura Pons che ricopre il ruolo di regista come dieci anni fa. E allora le chiediamo subito come nasce questo secondo musical? “L’esperienza di dieci anni fa ci era piaciuta molto, era rimasta nei nostri ricordi. Ci siamo chiesti: perché non riprovare? Lo zoccolo duro dei partecipanti è costituito dai membri del coro “Canta la vita” che ravviva la Messa del sabato sera a Mendrisio, ma poi vi sono molte altre persone che si sono rese disponibili al progetto, comprese persone con esperienza di recitazione alle spalle”. Ad esempio? “Dania Piccioli nel ruolo di Madre Teresa. In altre tre parti considerate principali vedrete Beatrice Engeler, Stefano Carrera e Vincenzo Crimaldi. Poi vi sono numerose altre parti minori molto importanti per la resa del musical”. Liberamente tratto da “Madre Teresa, il musical” di Michele Paulicelli (opera messa in scena da varie compagnie), il musical intende far rivivere teatralmente momenti della vita di Madre Teresa. “L’opera completa è molto lunga – spiega Laura Pons – noi l’abbiamo riadattata tagliando alcune scene. Come narrazione, i collegamenti fra le scene tagliate sono stati realizzati da don Angelo Crivelli”. Ed è lo stesso arciprete di Mendrisio che si calerà nella parte del narratore durante lo spettacolo. Possiamo anche anticipare che saranno dieci in totale le persone impegnate nel ballo. “Il bello di quest’esperienza – a parlare è la regista – è che costruiamo insieme lo spettacolo da zero, aiutandoci in tutto: scenografie, costumi ecc.” La coreografia è curata da Cinzia Mazzola Carri di Arzo. Costumista invece è Silvia Guidi. La proiezione delle immagini sullo sfondo e la grafica dello spettacolo è invece affidata ad Antonia Bremer. Impegnati quali tecnici sono Alan Zuccolo e Gabriele Merlo.
Veniamo alla storia che ripercorre i momenti salienti della vita di Madre Teresa di Calcutta, compreso il giorno in cui ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. E poi l’intenso dialogo con il fotografo e giornalista americano Eddie Adams, dapprima scettico sull’opera di Madre Teresa e poi invece convinto, cambiato nel profondo dall’incontro con lei (cfr. articolo sotto). La storia nel musical prende il via dal momento in cui Madre Teresa abbandona la congregazione di Loreto e a Calcutta inizia la sua missione in una delle zone più povere del mondo. L’entusiasmo e la voglia di dare sono però subito messi a dura prova. Le malattie, la fame, la povertà, i problemi e i dolori sono gli elementi affrontati nel musical e sono presentati, a tratti in musica a tratti in prosa, per fare riflettere. “Noi speriamo di riuscire a lasciare un messaggio di pace e solidarietà, soprattutto in questi tempi; – commenta Laura Pons – ci auguriamo che la gente possa lasciare la sala sentendosi arricchita. Il musical comprende  anche diversi momenti riflessivi e, come coro parrocchiale, ci piace dare una testimonianza. Stare insieme ed allestire lo spettacolo rappresenta anche un divertimento dentro al gruppo!” Senza contare l’obiettivo della beneficenza… “In effetti, l’entrata agli spettacoli sarà senza biglietto e chi vorrà potrà versare un’offerta libera. Il nostro scopo è riuscire a coprire già tutte le spese prima delle esibizioni, così da poter versare in beneficenza tutti gli introiti del musical. Per questo cerchiamo degli sponsor che ci sostengano”. Avete già individuato la destinazione della vostra donazione? “La cifra verrà trasmessa alle Suore di Madre Teresa a Calcutta tramite un collegamento diretto che sarà assicurato da Giuliana Gambarin”. E anche il pubblico non uscirà dalla sala a mani vuote… porterà a casa le emozioni ma anche qualcosina di concreto. Non sveliamo di più!