Acqua sempre più a rischio

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(red.) A Novazzano la decisione è attesa per lunedì 6 ottobre; due giorni più tardi toccherà al Legislativo di Coldrerio. Le FFS, che dalla fine del 2012 hanno intavolato una discussione con i due Comuni, in particolare con Coldrerio, chiedono di poter iniziare i lavori all’inizio del 2015. La galleria di Coldrerio, di neppure 100 metri, va rifatta e quella nuova avrà le giuste dimensioni per i carichi merci alti 4 m. Ma il cantiere potrebbe compromettere la falda che alimenta i pozzi del paese. Novazzano venderà perciò l’acqua a Coldrerio.

 

(red.) Si palesa un forte rischio di inquinamento della falda che alimenta i rubinetti di Coldrerio, nel momento in cui aprirà il cantiere per rifare la galleria sotto la quale, in zona S. Apollonia – Campagna Adorna, passano i 4 binari della linea del San Gottardo. Una delle quattro fonti, il pozzo B2 – le altre sono i pozzi B1, B4 e una sorgente – si trova proprio a ridosso del cantiere. Il pozzo verrà spento per sicurezza, nella speranza che gli scavi non tocchino le altre fonti.
Dopo il Municipio di Novazzano (cfr. l’Informatore del 5 settembre), martedì 9 settembre è toccato all’Esecutivo di Coldrerio dare segnale verde a questa complessa operazione che riguarda i due Comuni, le Ferrovie, i servizi cantonali. II messaggio di Coldrerio, analogamente a quello pubblicato nei giorni scorsi da Novazzano, riflette un lavoro  impegnativo, meticoloso, su un dossier delicato anche dal punto di vista giuridico, che ha coinvolto il Municipio, la cancelleria, l’ufficio tecnico. Il cantiere di Coldrerio, che ha un valore non trascurabile di circa 30 milioni di franchi, si inserisce nella gigantesca operazione da quasi 1 miliardo di fr varata dalla Confederazione per alzare il profilo delle gallerie e adeguare l’infrastruttura al passaggio dei treni alti fino a 4 metri, merci e viaggiatori. La galleria di Coldrerio è davvero corta, neppure cento metri; ma il lavoro per farne una nuova durerà circa 2 anni e sarà anche piuttosto complesso sul piano tecnico.

Coldrerio mantiene
l’opposizione
Il tavolo della discussione tra Coldrerio e gli altri partner è aperto, come detto, da diversi anni; ma non ancora tutte le perplessità  sono state chiarite, nonostante le FFS abbiano messo per iscritto di assumersi  per intero rischi, spese ed eventuali risaricimenti di danni. Per questa ragione il Comune, oltre ad aver chiesto alle FFS di stipulare una polizza RC “ad hoc” per coprire possibili danni, mantiene l’opposizione inoltrata all’inizio dell’anno quando fu pubblicata la domanda di costruzione. Ma la maggior parte degli accordi è stata trovata; nella sostanza il Legislativo è stato informato in modo dettagliato; mancano ancora alcuni allegati che verranno inviati ai consiglieri e alle commissioni non appena pronti, prima dell’8 ottobre, quando il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il messaggio, spedito ai consiglieri con la “clausola dell’urgenza”. Sul piano formale i consiglieri, principalmente, devono decidere da un lato la dismissione del pozzo B2, dall’altra la riduzione della zona di protezione, che permetterà alle ferrovie di aprire il cantiere e di scavare.

Controlli sull’acqua
fin dall’inizio
Coldrerio non resterà senz’acqua dall’oggi al domani. Grazie ai tecnici e agli specialisti dei vari Comuni è stata trovata una buona soluzione, che prevede – si veda l’Informatore della scorsa settimana –  l’approvvigionamento attraverso l’acquedotto di Novazzano, a sua volta collegato con quello di Chiasso. Le varie fasi verranno monitorate fin dall’inizio, affinché nei rubinetti di Coldrerio ci sia sempre acqua potabile di ottima qualità.

Tecnici e politici
molto preoccupati
La dismissione del pozzo B2 di Coldrerio, e il possibile rischio di contaminazione delle altre fonti, mostra quanto sia delicata la situazione dell’approvvigionamento idrico nel Mendrisiotto. In questa occasione è stato possibile prevedere ed agire in modo ragionato. Ma non sempre è stato così in passato. Il Pozzo del Pra Tiro, da cui Chiasso attinge acqua in abbondanza, è munito di filtri di carbone dopo che negli anni Novanta fu inquinato proprio dalle ferrovie con i diserbanti utilizzati per la massicciata; pure il pozzo B4 a Coldrerio è munito di filtri; entrambi gli impianti sono monitorati e fino ad oggi hanno fornito acqua di eccellente qualità. A poca distanza, purtroppo, non è stato possibile agire nello stesso modo: il pozzo Polenta, che alimentava i rubinetti di Morbio Inferiore, è stato inquinato dagli idrocarburi di una stazione di rifornimento ed è irrecuperabile.
Tecnici e politici, nel Mendrisiotto, sono sempre più preoccupati per come si stanno mettendo le cose nel settore dell’acqua potabile e auspicano che l’Acquedotto regionale veda la luce al più presto anche sul piano istituzionale. Per fortuna, con la buona volontà di tutti, alcune opere hanno potuto essere anticipate.