Cervi volanti in affanno

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2030

(p.z.) Eccolo il cervo volante! Questi magnifici tre scatti di Jean-Michel Weibel ci regalano dei primi-piani del coleottero della famiglia dei Lucanidi. Questo esemplare è stato avvistato in via Maggi a Castel San Pietro ed era in piena forma sul muro della facciata di una casa.

 

Si tratta inequivocabilmente di un maschio e lo si deduce dalle corna dalla foggia somigliante davvero a quelle del cervo! Tali corna altro non sono che mandibole molto sviluppate, ben più nel maschio che nella femmina. Vengono usate per i “combattimenti” durante il periodo riproduttivo e fanno apparire il maschio più temibile di quanto effettivamente sia. Sembra infatti che i muscoli non siano in grado di muovere con forza queste gigantesche mandibole che risultano quindi inoffensive. Nella femmina invece, essendo più piccole, sono anche molto più efficaci e consentono di pizzicare con maggior danno. L’esemplare trovato a Castello – rileva Jean-Michel Weibel – è di una lunghezza di 6,5 centimetri e di una larghezza (nei punti maggiori) pari a 2,5 cm. Quindi un esemplare che non ha nulla da invidiare ad altri. Si parla – in generale – di una lunghezza per l’insetto che varia dai 25 agli 80 millimetri. Si tratta di una specie protetta e lo stesso Museo cantonale di storia naturale di Lugano invita a segnalare eventuali avvistamenti. Basta consultare il sito per leggere “Siamo grati sin d’ora a tutti coloro che ci segnaleranno uno o più avvistamenti di Cervo volante in volo, posato sul muro di casa, trovati morti a terra, ecc.” Un tempo molto comune, il cervo volante – come altri coleotteri che vivono nel legno – è oggi in declino. La specie si deve considerare potenzialmente minacciata per la riduzione o la distruzione del suo habitat, in particolare per le pratiche forestali che tendono a eliminare i vecchi tronchi. Risulta inserita nelle norme di protezione dell’Unione Europea. Questa stessa specie è inoltre inclusa nella Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, anche nota come convenzione di Berna. E come se la passano gli esemplari vivi e vegeti? Il cervo volante è attivo abitualmente all’imbrunire fra giugno ed agosto. Quando è adulto si nutre di nettare e linfa degli alberi. Le uova vengono deposte alla base dei ceppi di alberi vecchi o morenti (quercia, castagno, faggio, ecc.). Alberi che vengono incisi dalle mandibole della femmina prima della deposizione. Alla schiusa nascono delle larve chiare che scavano lunghe gallerie – grazie al fatto che sono già munite di potenti mandiboline – e si danno da fare per sopravvivere.