Il Teatro di via Turconi

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• (red.) In autunno è previsto l’inizio dei lavori per la costruzione del Teatro dell’architettura, secondo la relativa licenza edilizia cresciuta in giudicato. La struttura dovrebbe essere terminata in poco più di un anno, nell’ottobre 2015, salvo imprevisti.

Ma secondo tre deputati dei Verdi l’ubicazione scelta, accanto al vecchio Turconi, non è rispettosa di norme federali vincolanti, quelle dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri (ISOS). Claudia Crivelli Barella, Francesco Maggi e Sergio Savoia rilevano che l’ISOS classifica Mendrisio Borgo “quale cittadina-borgo d’importanza nazionale, valutazione che comporta per le autorità cantonali e comunali chiari vincoli di procedura pianificatoria ed edilizia”. Più in particolare l’area di Via Turconi ha un valore urbanistico specifico per la presenza di ville d’epoca con relativi parchi; “un insieme che ha un che di grandioso nella coerenza stilistica”, si legge nelle pagine dell’ISOS citate dai Verdi; e dunque inventariato nella categoria di salvaguardia “A” per la quale sono imposti “la conservazione della sostanza (conservare integralmente tutti gli edifici, parti dell’impianto, spazi liberi; eliminare gli elementi perturbanti; divieto di demolizione e di nuove edificazioni; norme rigorose per i rifacimenti”). Sull’autorevolezza dell’ISOS, e sull’obbligo da parte di Cantoni e Comuni di rispettarne le indicazioni, si è espresso anche il Tribunale federale, in alcune sentenze, con relativi commenti,  citati nell’interrogazione dei Verdi. I quali chiedono al Consiglio di Stato per quali ragioni l’ubicazione del  progetto di Mario Botta è stata autorizzata, “pur essendo in contrasto con le chiare indicazioni dell’ISOS” che tutela l’intero comparto, senza trascurare il fatto che il Teatro dell’architettura verrà a trovarsi “a pochi metri dall’edificio dell’ex OBV, protetto a livello cantonale”. Perché il nuovo edificio non è stato progettato nell’area dove già si trovano le scuole medie, il liceo o la scuola professionale? I Verdi chiedono, infine, che il governo renda pubblico il preavviso del Dipartimento del territorio e quelli puntuali, completi, dell’Ufficio dei beni culturali e della Commissione beni culturali”.