Cure palliative a dimensione regionale

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Sa.Gr.) «Le cure palliative vengono legate di solito all’oncologia», spiega Fabio Maestrini, direttore di Casa Giardino di Chiasso.«In realtà  queste cure sono date ad una casistica di pazienti affetti da diverse malattie croniche, per garantire loro una qualità di vita dignitosa, fino alla fine dei loro giorni, quando non ci sono più speranze».

Parole forti, ma purtroppo vere. Persone in questa situazione ce ne sono molte: oltre ai malati oncologici, la casistica infatti include anche chi è affetto da decadimenti cognitivi, malattie neurogenerative…
Perché questa premessa? Casa Giardino è stata prescelta, insieme a Casa Serena di Lugano, quale struttura pilota per la realizzazione di un centro di competenza in cure palliative. «Qui il paziente riceverà da medici e infermieri un sostegno  sanitario-curativo di qualità contro il dolore, grazie a specifici medicamenti; ma l’unità avrà pure un riguardo particolare per la dimensione assistenziale e relazionale.  Si stima che i lavori di trasformazione possano essere ultimati per la fine del prossimo anno; la mia speranza è che l’aspetto relazionale di questa esperienza – prosegue Maestrini –  possa trasmettersi per osmosi negli altri reparti della nostra casa, affinché ne possano beneficiare tutti i residenti».

Il Municipio chiede al Legislativo un primo credito di 2’720’570 franchi (da cui vanno dedotti i sussidi cantonali) per la realizzazione del centro di competenza e il trasferimento del centro diurno terapeutico; e un secondo credito di 578’680 franchi per realizzare quattro appartamenti protetti. Come si è giunti a questa soluzione?
«Il tutto è nato da una mia considerazione» risponde Maestrini. «Nell’ala est di Casa Giardino (costruita nel 1993 e con una forma ad «L») c’era la sede della Croce Verde di Chiasso che, con la creazione del Servizio Autoambulanza Mendrisiotto, è stata centralizzata a Mendrisio: uno spazio libero proprio dietro il muro… È un peccato non sfruttare gli spazi; ho dunque preso contatto col Cantone, per valutare le diverse possibilità di utilizzo. Proprio in quel periodo era in discussione la strategia cantonale per le cure palliative e abbiamo concordato che Chiasso poteva assumere un ruolo pilota in questo settore».

Il progetto
Il progetto di ridefinizione degli spazi da mettere a disposizione per la nuova unità di cure palliative interessa il 4°, il 5° e il 6° piano dell’ala est di Casa Giardino, dove, nella quota parte già oggi occupata dalla Casa per anziani, sono inseriti il Centro diurno terapeutico, nonché 8 posti letto per soggiorni temporanei. La ristrutturazione di cui si discute implica quindi la definizione di nuovi spazi per questi due servizi. Per quanto concerne gli 8 posti temporanei si osserva che verranno spostati, con evidenti migliorie, al 6° piano; in merito al Centro diurno terapeutico viene evidenziato che, a prescindere dal progetto in questione, in occasione dell’ultima ispezione effettuata dagli uffici competenti, non è più a norma (dal punto di vista architettonico). L’attuale Centro diurno pertanto verrà spostato all’interno di Villa Olimpia, che accoglie già il Centro diurno socio-assistenziale, e potrà usufruire degli spazi necessari.
Al 4° e 5° piano verrà creata la nuova unità di cure palliative che offrirà 11 posti letto «e, secondo un calcolo empirico, fatto da un gruppo di lavoro che si sta occupando dell’ideazione concreta del nuovo reparto, si possono ipotizzare 15 unità di lavoro a tempo pieno», aggiunge Fabio Maestrini.  Il direttore di Casa Giardino puntualizza pure che questo «sarà un reparto di respiro regionale e pertanto Chiasso farà da punto di riferimento per chi ha bisogno di questo tipo di cure».
Alla luce del fatto che l’intero stabile diverrà propriamente una struttura al servizio di persone bisognose di cure, viene proposto inoltre di trasformare gli attuali due appartamenti (ubicati al 2° e 3° piano) ed occupati da nuclei famigliari che non necessitano della vicinanza di una struttura socio-sanitaria, in 4 appartamenti a misura di anziano. «Gli inquilini attuali sono già stati contattati l’anno scorso e, come ha affermato anche il sindaco Moreno Colombo durante la conferenza stampa di lunedì, visto che Chiasso ha una buona offerta immobiliare, non avranno problemi a trovare un’altra casa».

Per concludere, Fabio Maestrini, come la prenderebbe se la proposta venisse respinta dal Consiglio comunale che potrebbe essere convocato già in autunno?
«Giusta domanda… la politica lo prevede. Partendo dal fatto che c’è una politica cantonale, se il progetto non dovesse realizzarsi a Chiasso il Cantone chiederà a qualcun altro: la domanda in questo campo c’è, il bisogno esiste e deve essere data una risposta. A titolo personale mi dispiacerebbe molto non poter cogliere l’opportunità di   aiutare in questo campo. Un «no» –  ma si tratta di considerazioni secondarie – sarebbe poi come non apprezzare la scelta del Cantone per il nostro operato, “sprecando” un’opportunità che metterebbe in evidenza le cose buone fatte dalla città.