AIM SA, a volte ritornano…

0
49

(red.) Nel Legislativo di Mendrisio tre consiglieri hanno ricevuto, lunedì 14 maggio, l’investitura: Kopkin Vedat, al posto di Marcello Fieni (Lega, UDC, Indipendenti); Filippo Pfister, al posto di Marco Lupi, del PLR; e Gianluca Pusterla, PPD, entrato nel Consiglio comunale dopo l’ingresso di Paolo Danielli in Municipio.

È pure stato annunciato un altro commiato, quello di Gian-Paolo Tommasini, PPD, consigliere dal 2000, ringraziato da Gianluca Padlina e applaudito da tutto il consesso per il lungo impegno. Rinnovato anche l’ufficio presidenziale. Lorenzo Rusconi (Lega, UDC. Ind.), prima di lasciare la carica, ha svolto un breve consuntivo, non senza, infine, condannare gli episodi peggiori della campagna elettorale per il sindaco, i cui autori sono “mele marce” che non riusciranno ad intaccare le regole dmocratiche; Rusconi, in particolare, a questo proposito, ha espresso “solidarietà” al candidato Marco Romano.
Per il 2018-2019 il Legislativo sarà condotto da Nicola Rezzonico (PLR) che ha indicato alcuni temi per i quali intende impegnarsi: riavviare la coesione fra i quartieri dopo un periodo di rallentamento, i cui segnali “inequivocabili” sono gli esiti dei due referendum, Piazza del Ponte e AIM, che pure erano parte del progetto di Casa Comune; il rilancio dei rapporti sociali e culturali tra i 10 quartieri, alla ricerca di punti di riferimento e figure carismatiche; occorre rilanciare l’identità momò, partendo da una tavola rotonda con i presidenti delle commissioni ma anche con i vertici dei Legislativi dei Comuni del distretto. Rezzonico, infine, ha aupicato maggiore dialogo nell’ambito dei rapporti con la Lombardia, “pur riconoscendo che gli interessi con i nostri vicini non sono sempre convergenti”. Dell’’ufficio presidenziale fanno parte anche Francesca Luisoni, prima vice presidente, PPD, Andrea Ghisletta, secondo vice presidente, IaS e gli scrutatori Gianluca Pusterla, PPD e Alessandra Tela, PLR.

Trasporto del calore difficile
L’ok ai due crediti-quadro in favore delle sezioni elettricità e gas delle AIM – in tutto 15,2 mio di fr – è stato preceduto da diversi interventi. Il teleriscaldamento, sistema salutato in modo positivo da tutti, sul piano tecnico ha ricevuto un appunto negativo da parte di Cesare Sisini, PLR, secondo il quale sussistono tuttora “difficoltà nel trasporto del calore, e non sono sciocchezze”. Per Sisini sarebbe stato meglio approfondire questi aspetti, con studi preliminari, prima di concedere i crediti (“400 mila fr sono tanti”). La priorità, secondo il capo dicastero Marco Romano, è di permettere alle AIM di stare su questo specifico mercato energetico in una posizione dominante. “Non vogliamo che altri distribuiscano ai privati. Il Municipio ha già preso una decisione di principio: del sottosuolo della città si occupano le AIM; sarebbe pericoloso se lo facessero i promotori dei progetti” come quelli in arrivo, uno firmato dal Cantone (OBV, OSC…) l’altro da un privato.

“Niente assegni in bianco alle AIM”
Medesimo ragionamento lo ha fatto, Romano, per le parti di credito destinate all’ampliamento della rete del gas e per rafforzare la rete di distribuzione dell’elettricità, per sostenere progetti in corso o in divenire. Proprio su quest’ultimo punto, quello degli impianti per insediamenti che ancora non ci sono, ha fondato il proprio no ai crediti quadro – l’unico di tutto il plenum – Luca Pestelacci. Il consigliere del PLR ha trovato, nei messaggi, spese per interventi ed adeguamenti non pianificati e non puntuali, dunque contrari a quanto indicato nella LOC; per questo il messaggio e il rapporto della gestione sono “lacunosi”. Quante sono le cabine di trasformazione da adeguare? Come viene potenziata l’illuminazione pubblica? Pestelacci è tornato quindi al referendum AIM, con cui i cittadini avevano negato la trasformazione in SA: “l’esito della votazione è stato chiaro: niente assegni in bianco”, ha detto Pestelacci. “Abbiamo preso atto di quel verdetto” ha replicato il capodicastero prima di ricordare che proprio “l’opacità” del credito-quadro fu uno dei punti forti su cui erano fondate le ragioni del sì alla trasformazione in SA. In realtà il messaggio è molto chiaro e preciso, anche quando è stato presentato in commissione, hanno osservato sia la sinistra, sia il PPD. Manuel Aostalli (PPD) ha spiegato, con un intervento articolato, che se quello precedente era un credito per la logistica, questo è per la potenza e la qualità della rete; certo – per esempio – non si può dire dove si collocheranno le colonnine di ricarica, ma l’auto elettrica è sempre più vicina e bisogna essere pronti.

Evitare la fuga di utenti
Sarà poi il consuntivo a indicare, esattamente, come sono stati utilizzati i soldi del credito-quadro, ha spiegato Marco Romano, presentando le ragioni per le quali, soprattutto con il gas, bisogna muoversi nei cantieri con grande attenzione e capacità di prevedere, “portando avanti più progetti possibili, per evitare la fuga di utenti” dalle AIM.
Il referendum andato in scena nel marzo dello scorso anno è insomma tornato alla ribalta. Alla grande. Non sono mancati gli accenni ai “tempi rapidi” nel portare il messaggio davanti al CC, confermati dallo stesso Municipio. Ma anche dai consiglieri.

Tempi rapidi, mai successo
“La richiesta di credito – ha detto Massimo Cerutti, del PLR – è stata presentata in modo chiaro e si è proceduto immediatamente, nella commissione della gestione, alla votazione unanime dei presenti. Mai successo. Ciò dimostra la ferma convinzione dei commisssari che anche senza la trasformazione delle AIM in SA abbiamo concesso un credito quadro molto importante e significativo in brevissimo tempo, nella stessa seduta”.
Affermazioni accolte probabilmente con somma letizia da parte di coloro che bocciarono la trasformazione della municipalizzata in società anonima.