“Siamo badanti e seguiamo una formazione”

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• (red.) Il corso si chiama “Formazione & Inclusione per badanti” ed è organizzato dall’Associazione per l’assistenza e la cura a domicilio, SACD, appartenente ai Comuni, con sede in Via Mola a Mendrisio. Le iscritte sono 21, di cui una decina già partecipanti all’edizione 2017, al termine della quale era stato rilasciato loro l’attestato di frequenza. Alcune si sono poi iscritte alla formazione cantonale di collaboratrice famigliare.

Dopo il primo incontro di sabato 21 aprile, sabato 5 maggio ci sarà il secondo, animato dall’assistente sociale del SACD Simona Rusconi; al centro, la presentazione dell’Antenna badanti che il Dipartimento sanità e socialità (DSS) ha istituito presso ciascuno dei 6 spitex pubblici; antenne aperte a loro, ma anche ai famigliari per i quali è spesso difficile cercare e trovare le giuste informazioni sul rapporto professionale con le collaboratrici. Quella di Mendrisio è gestita, insieme a Rusconi, da Irma Lohja, che coordina il “progetto badanti” e altri progetti varati dal SACD, in particolare quelli che coinvolgono il volontariato. La formazione proseguirà il 2 giugno, il 29 settembre, il 13 ottobre, il 10 novembre, il 30 novembre e il 15 dicembre. La maggior parte degli incontri è aperta anche ai famigliari.

Il ruolo di apripista
Il SACD sta facendo da apripista in un settore da non molto tempo esplorato e regolato. La figura della badante era associata ad un lavoro svolto nell’ombra con, a volte, delle situazioni di irregolarità contrattuali o di impreparazione di chi presta il supporto. Le cose sono decisamente cambiate; diritti e doveri sono stati chiariti; per partecipare alla formazione il SACD richiede un regolare posto di lavoro nella regione con relativo contratto normale.

Uno dei maggiori pregi
Brian Frischknecht, direttore del Servizio è molto soddisfatto di come stanno andando le cose: “Uno dei pregi maggiori della presenza di una badante nelle case è la continuità delle cure. I nostri collaboratori, che si occupano della salute, terminata la loro visita vanno via. Sapere che in casa rimane una persona preparata ad accudire l’anziano dopo le nostre cure è un bene per tutti: per i famigliari, per noi, per l’utente; e per la badante, che grazie alle istruzioni ricevute riesce a gestire una situazione lavorativa ed umana tutt’altro che semplice”.

All’improvviso, la famiglia…
All’improvviso, la famiglia trova al suo interno un proprio membro rimasto privo di autonomia. E da un giorno all’altro ecco che un famigliare diventa datore di lavoro, con quel che segue in termini di procedure amministrative. Situazioni che stanno diventando numerose: la scelta di accudire una persona anziana a domicilio, con l’aiuto del SACD e della badante – in alternativa al ricovero in una casa per anziani – è sempre più diffusa.

Il rapporto badante-utente
Il lato umano di questo particolare rapporto badante-utente, che dura 24 ore filate, per cinque- sei giorni a settimana, è tutt’altro che trascurato nella formazione: oltre che degli aspetti amministrativi ci si occupa delle emozioni degli uni e degli altri, di chi cura, di chi è curato, dei famigliari che stanno intorno. “Durante la formazione, le badanti esprimono un forte desiderio di conoscere la rete dei servizi”, spiega Irma Lohja, “vogliono sapere chi chiamare in caso di necessità, come comportarsi con i curanti professionisti, come procurarsi i mezzi ausiliari. Coloro che esercitano questo lavoro, di solito hanno preparazione e esperienze completamente diverse; devono perciò costruirsi una nuova identità professionale”.

SACD verso la rete sociale
“Abbiamo capito già da qualche anno – prosegue il direttore Frischknecht – che l’attenzione del nostro servizio dev’essere ampliata alla rete sociale, altrimenti si corre il rischio che la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Il Comitato del SACD lavora anche in quella direzione. Si tratta, soprattutto, di attivare i contatti fra figure che già esistono nel territorio. Prestare una cura infermieristica a domicilio senza che la famiglia possa beneficiare di altre preziose informazioni non ha senso. Dove trovare i mezzi ausiliari per il cammino, per la vista? A chi rivolgersi quando necessitano contributi per questi mezzi? Chi chiamare quando bisogna recarsi dal medico? Come comportarsi con i curanti del SACD, quando vengono in casa? Il nostro servizio oggi è in grado di dare queste informazioni, di costruire una solida rete di interlocutori e di disponibilità. L’antenna per le badanti, che è aperta anche ai famigliari, serve proprio a questo, oltre che a chiarire bene il limite tra le prestazioni infermieristiche, di nostra competenza, e l’accudire la persona bisognosa nelle sue altre necessità”.

Il ruolo del comitato SACD
La formazione per le badanti si aggiunge ad altre prestazioni nate in seno al comitato del SACD, condotto dal presidente Giorgio Comi, municipale a Mendrisio e da Bruno Arrigoni, vicepresidente, sindaco di Chiasso, come la recente apertura a Chiasso del Centro del movimento, a disposizione di tutte le persone oltre i 60 anni per promuovere la prevenzione delle cadute; di grande interesse anche la Centrale operativa del volontariato che il SACD ha contribuito ad istituire con Pro Senectute e la Croce Rossa Sottoceneri.