Impianti FFS da riconvertire

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Stazione di Chiasso, binari da riconvertire

(red.) Resta complicata la situazione finanziaria del Comune di Chiasso. C’è un debito pubblico molto elevato, che stenta a scendere, di quasi 6 mila fr per cittadino, 85 milioni in tutto; figurano, nel consuntivo 2017, ma con il segno meno, imposte mai pagate e irrecuperabili, per 400 mila franchi, in parte, forse, legate alle numerose persone giunte d’ogni dove, attratte dalle basse pigioni, prive di reddito.

Molte delle quali al beneficio dei contributi pubblici, spina nel fianco del Municipio che ha scritto al capo del DSS Paolo Beltraminelli – senza ancora ricevere risposta – invitando il Cantone a riconoscere questa anomala situazione, restituendo al Comune mezzo milione di franchi.
Ma la città a ridosso del confine non rinuncia a mettersi in gioco. E ad avere visioni, prospettive politiche. Come quella di disegnare, a Piano regolatore, nella zona ferroviaria retrostante a Palazzo Mercurio un’ampia zona mista di 11’500 mq, di tipo residenziale e commerciale-artigianale. Per diventare concreto, questo traguardo abbisogna di almeno due condizioni: la disponibilità delle Ferrovie a vendere o cedere quei fondi in diritto di superficie, su cui oggi sorgono svariati impianti inutilizzati; e l’atteggiamento positivo dei privati ad investire su Chiasso. Il capo dicastero Davide Lurati ha già in testa il nome del nuovo quartiere, “Gleis 4” ispirato alla realtà zurighese, che è piaciuto anche al CEO delle FFS Andreas Meier, quando in un incontro di vertice gli è stata presentata la variante pianificatoria che smantella i binari per far posto ad una nuova parte di città con abitazioni per studenti, appartamenti, spazi per la moda, locali di tendenza.

Il Gleis 4 sarebbe la seconda tappa (2030) di un progetto ben più vasto di riconversione degli impianti, che include anche la zona della Rampa fino alla Piccola Velocità, dove ci sono vecchi magazzini ferroviari: altri 20 mila mq di nuove costruzioni a vocazione artigianale, affiancate a locali per i giovani e le loro notti.
Più vicina (2024) la prima tappa, l’insediamento delle scuole cantonali, ora a Lugano, che si occupano di formare coloro che lavorano nel settore della sartoria, dell’abbigliamento e della moda: la data annunciata è quella del 2023; il Consiglio comunale si occuperà del dossier probabilmente già nel mese di giugno, stanziando 1 mio di fr; atteso per quel periodo anche il contributo del Cantone da parte del Gran consiglio. Gli accordi di fondo sono già stati presi da un anno. Il dossier “riconversione impianti ferroviari”, secondo Lurati, risolverà anche il problema legato alla cesura della città, determinata, appunto, dagli impianti che in buona parte risultano oggi inutilizzati.

La realtà accanto alle visioni
Accanto alle visioni c’è però anche la realtà di una cittadina di confine che da anni cerca di adeguare ai tempi la propria identità, fatta di banche e binari. Sul mercato immobiliare sono finiti, o stanno per arrivare, circa 500 appartamenti; la speranza, ovviamente, è che siano presto occupati, afferma il sindaco Bruno Arrigoni.

Il vuoto non è bello
Perché il vuoto non è bello da vedere. Lo sanno i commercianti della città che ogni mese che passa devono prendere atto di chiusure di negozi (tengono bene invece bar e ristoranti); lo sanno coloro che hanno seguito il triste destino del Centro Ovale, desolatamente vuoto, con la sua architettura particolare, proprio all’ingresso sud della città. Il vuoto, di sicuro, non riempie le casse del Comune. È vero che le entrate fiscali nel consuntivo presentato lunedì mostrano segnali positivi; ma ecco emergere, sul fronte delle spese, un aumento del fabbisogno lordo e una forte limitazione agli investimenti.

Arrivano i consulenti
Il Municipio rimane sotto pressione. I Consiglieri comunali, durante l’ultima seduta, avevano chiesto alla squadra del sindaco Arrigoni di trovare soluzioni ad una situazione negativa dal punto di vista peggiore. Quello strutturale, che neppure il moltiplicatore portato al 90% è riuscito a migliorare. Così il Municipio ha deciso di affidarsi ad una consulenza specialistica esterna, incaricata di produrre al più presto una radiografia dello stato del Comune; un documento di lavoro sul quale innestare, poi, scelte politiche. Nonostante tutto il Municipio qualche soddisfazione la porta a casa. Tra qualche settimana sarà pronta la struttura, importante per tutto il Cantone, per le cure palliative. Sempre sul fronte della salute è stato aperto proprio in questi giorni il Centro del movimento. Il tener duro da parte della capo dicastero Sonia Regazzoni Colombo sull’importanza del corpo della Polizia comunale ha fatto in modo che il Cantone rinunciasse a progetti che l’avrebbero ridimensionata. Le mostre del centro culturale, gestite dal dicastero diretto Davide Dosi, hanno un bel successo e riescono ad interessare anche il pubblico d’oltre Gottardo, stando alle copie dei giornali esibite dal sindaco durante la presentazione dei bilanci.

Alla voce “intgrazione”
Chiasso, città ideale? Le imposte sono più “pesanti” che altrove ma in compenso gli affitti sono più bassi, i posti di lavoro si raggiungono senza fare ore di colonna, i servizi sono tutti lì. Comodità che richiamano anche le persone di modeste risorse, le quali vanno poi a pesare sulle casse pubbliche. Ma anche per loro, precisa Roberta Pantani Tettamanti, capo dicastero delle istituzioni sociali, il Comune s’impegna, prestando attenzione soprattutto ai giovani, offrendo integrazione e possibilità di terminare formazioni interrotte.