Tami se ne va, arriva Abascal

0
57
Guillermo Abascal, ex allenatore del Chiasso, è ora alla guida del Lugano.

EL) Che si trattasse di un debutto importante per il suo futuro, Guillermo Abascal lo aveva probabilmente intuito già al suo arrivo a Chiasso. Angelo Renzetti, il presidente buono del Lugano, lo ha ora chiamato a raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti.

Sei sconfitte consecutive, d’accordo. Ma la colpa non è (tutta) di Pier Tami che purtroppo non è uscito illeso dalla sconfitta patita domenica contro i campioni svizzeri (oramai ex…). Il suo esonero era nell’aria, il fatto che abbia dichiarato in diretta televisiva che non sarebbe più stato sulla panchina nella prossima stagione passa, secondo noi, in secondo ordine. Il Lugano un mese fa parlava di Europa, adesso ha solo voglia di salvezza. Sicuramente Tami non avrebbe più avuto la possibilità di lavorare in serenità e tranquillità. Nelle ultime settimane la squadra non è riuscita a dimostrare (meglio detto, a confermare) il suo valore. Colpa sua? Alcuni giocatori sono stati sopravvalutati, chi avrebbe dovuto fare sfracelli risulta finora inguardabile. L’intenzione del mister di concedere qualche giornata di riposo all’uno e all’altro ha finito con il togliere equilibrio e dinamismo alla squadra. È subentrata anche la stanchezza, l’incapacità di recuperare, di reagire alla superiorità (tecnica) degli avversari. È dunque ingiusto fare un processo a Tami. Renzetti decidendo per Abascal – che compie 29 anni oggi, auguri – ha detto che si tratta di “una scelta di cuore”. Il presidente tra domenica e lunedì è apparso confuso, perplesso sul da farsi: è comprensibile. La sua può essere considerata una “scommessa”: l’ennesima. Speriamo sia vincente, lo merita. Oggi come oggi interessa solo la classifica, sarebbe un colpo duro retrocedere. Non sorprende comunque più di tanto che Renzetti abbia abbozzato anche un piano “B”. Potrebbe significare che per Abascal è soprattutto importante fare crescere la squadra all’immagine di chi da anni mette passione, entusiasmo e tutto quanto necessita per continuare a giocare in serie A.
Si può però anche azzardare che con lo spagnolo in panchina a Cornaredo si tornerebbe a valorizzare i giovani. In questo caso più che di scommessa dovremmo parlare di svolta provvidenziale: sarebbe invero una lieta sorpresa.