OBV, i valori di un cantiere

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Cantiere aperto all'OBV.

(red.) Sono state montate in questi giorni le protezioni gialle di sicurezza necessarie al cantiere per l’ampliamento dell’Ospedale Regionale di Mendrisio. La licenza edilizia rilasciata all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) è diventata operativa da quando è stata trovata una soluzione ad un contenzioso, risoltosi con la scelta dell’opponente di rinunciare a una decisione dell’autorità di ricorso (cfr. L’Informatore del 9 febbraio).

La nuova ala è destinata ad accogliere, tra gli altri, un servizio molto atteso dalla popolazione del Mendrisiotto, quello dei letti post acuti, per coloro, soprattutto persone anziane, che dopo le cure ospedaliere hanno bisogno di attenzioni particolari per poter far ritorno al proprio domicilio. I posti letto sono 30 e la maggior parte delle camere saranno singole. “In questo modo avremo un approccio di elevata qualità per pazienti che sono fragili a causa dell’età e delle patologie”, spiega il direttore dell’OBV Graziano Selmoni, che ha seguito passo passo nel corso degli ultimi anni l’impegnativo progetto di ampliamento dell’ospedale regionale. “Non si tratta di un concetto assicurativo: la camera singola – prosegue Selmoni – sarà a disposizione di tutti per garantire a ciascuno una presa a carico individuale. Le cure dovranno favorire il ritorno a domicilio e la ripresa delle relative abitudini, come i movimenti e gli spostamenti dal letto al tavolo, al bagno, in corridoio…”.

“La camera diventa in altre parole anche lo spazio per la riabilitazione funzionale, che è diversa dagli altri interventi riabilitativi”, precisa Selmoni. Il reparto di cure post acute sarà situato al terzo livello e collegato con i servizi di geriatria già operativi nel corpo centrale dell’OBV., Ma l’ampliamento dell’ospedale porterà con sé altre relazioni preziose. Al pian terreno sarà situata la nuova sede del servizio pubblico di assistenza e cura a domicilio, SACD, ora situata in via Mola e gli spazi per Hospice, Lega Polmonare, Lega contro il cancro; al primo piano saranno raggruppati gli ambulatori medici, al secondo piano i letti per i pazienti che devono sottoporsi alla dialisi e gli ambulatori dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI). Altri due piani sono interrati.
Terminato il montaggio delle protezioni, inizieranno gli scavi che dovrebbero concludersi verso la fine di luglio.