C’è una carrozzina fra i binari

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I VAM hanno utilizzato le infrastrutture ferroviarie di Chiasso e un convoglio Tilo per le complesse riprese notturne di venerdì 23 marzo. Anche la Polizia di Chiasso ha dato una mano, prestando una macchina con un agente.

• (red.) Un Tilo che un po’ va avanti e un po’ torna indietro, una sedia a rotelle in mezzo ai binari, la macchina della polizia…, “una vera macchina della polizia, perché quella finta… ci ha bidonato…”. Venerdì 23 marzo, al “Laciott” di Chiasso, i Videoautori del Mendrisiotto (VAM) hanno girato l’ultima scena del loro primo lungometraggio. Ce n’è stato un altro, prima, ma questo ha tutte le premesse per diventare un film vero; non da festival, certo, ma il sogno di ogni dilettante della camera da presa è quello di uscire dal modesto circuito degli amici per passare su un vero grande schermo.
Ai lati del Tilo c’è un signore che butta secchiate d’acqua sul marciapiede. È Vincenzo D’Apuzzo, regista del film, noto medico pediatra di Mendrisio, videomaker per passione da sempre, presidente dei VAM. “Getto l’acqua per spegnere i riverberi dei fari che usiamo per illuminare la scena”.
La realizzazione del film, durata prevista 80 minuti, suono in presa diretta, colonna sonora con musiche originali, impegna una quarantina di persone. Fra queste l’autore del libro “La sedia a rotelle”, Ivan Duchini di Chiasso, cui il film fedelmente s’ispira, pur cambiando il titolo, che diventa ”Binario 212”. Duchini è il giallista delle Edizioni Ulivo di Balerna, di Alda Bernasconi. Ne ha scritti altri due, ambientati a Carona e a Riva San Vitale. “È colpa dell’ex sindaco Moreno Colombo se ho scritto il terzo giallo: è stato lui a chiedermi di ambientarne uno anche a Chiasso”, precisa Duchini, che venerdì l’altro ha seguito passo passo, con una certa emozione, le riprese al “Laciott”. Desiderio che, appunto, lo scrittore ha esaudito, visto che il giallo è ambientato a Casa Giardino.

Saranno mica arrivati quelli di Exit?
Ma il set non è stato quello, perché nella casa anziani della città sarebbe stato poco delicato girare le scene. Così gli interni sono stati ripresi un sabato e una domenica a Mendrisio, in un locale dell’ Albergo Stazione, chiuso da un po’ di tempo, trasformato appunto dai VAM in casa per anziani. Ma l’insegna con il nome della casa, “Ultimo respiro”, finite le riprese, è rimasta appesa sulla porta, dalla parte di Via Motta. Così il lunedì diversi uffici comunali e cantonali hanno ricevuto numerose telefonate di cittadini preoccupati: pensavano che lì si fosse accasata Exit, la nota agenzia della dolce morte.
Ora i VAM sono passati al montaggio del lungometraggio, un giorno di lavoro per un minuto di film. Le riprese, al Laciott, sono durate fino a all’una di notte, con il permesso delle ferrovie, che hanno garantito la sicurezza di tutti. Al film partecipano alcuni volti noti della Compagna comica, attori dilettanti e numerose comparse