Depurazione, investimenti in vista

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Il presidente Luca Beretta Piccoli e il direttore Daniele Managlia

(p.z.) L’acqua è vita e per 11 Comuni della regione Mendrisiotto e Basso Ceresio, è silenzioso quanto fondamentale il viaggio delle acque sporche fino all’impianto dei Prati Maggi di Rancate che le depura 24 ore su 24 per poi riimmetterle nel Laveggio.

Benché l’impianto di depurazione (IDA) sia tuttora performante (e lo rileva anche un confronto stilato a livello nazionale), si prospetta una nuova fase di investimenti per il Consorzio depurazione acque Mendrisio e dintorni. Vediamo perché. Esteso su un’area di due ettari e costruito negli anni Settanta, l’impianto era stato ampliato e ammodernato nel Duemila. L’attuale struttura era stata inaugurata nel 2004. “Di conseguenza, la maggior parte delle strutture sono vicine a compiere 20 anni di esercizio e necessitano di una riflessione; – riferisce il direttore Daniele Managlia durante un incontro con la stampa – stare al passo con la manutenzione e l’aggiornamento dei sistemi e degli impianti di depurazione (ottimizzazione continua), oltre che con la tecnologia e la ricerca, in questo campo è una priorità!” Si prevede dunque entro quest’anno l’allestimento di un piano finanziario che traghetterà il Consorzio – e gli undici Comuni che ne fanno parte – verso una nuova fase di investimenti che verranno diluiti sull’arco di diversi anni. Non è ancora possibile stimare la portata finanziaria dell’operazione. Un altro strumento di pianificazione di cui si sta dotando il Consorzio è il Piano generale di smaltimento delle acque la cui prima fase è terminata nel 2017. La seconda e ultima fase con interventi e rinnovi sulla rete ha quale orizzonte il 2020. Se guardiamo invece agli investimenti realizzati dalle origini dell’impianto ad oggi, si parla di 105 milioni di franchi (60 i milioni sussidiati) di cui 43 milioni per l’ampliamento dell’IDA (di cui 25 milioni sussidiati). Ai Prati Maggi, incontriamo anche il presidente del Consorzio Luca Beretta Piccoli. Insieme al direttore Daniele Managlia, i due rappresentanti del Consorzio ricostruiscono la storia di questa depurazione fortemente caratterizzata dal collegamento con il Ceresio. “Proprio per lo stato in cui versava il lago negli anni Ottanta – ha spiegato Luca Beretta Piccoli – al nostro impianto sono stati imposti dei limiti più rigorosi rispetto a quelli fissati dall’Ordinanza federale e rispettati da molti altri depuratori. In sostanza, l’asticella è stata posta più in alto con una fase in più di decantamento.” Dopo l’ampliamento dell’IDA, le rese di abbattimento sono sempre state rispettate. Ma se i valori di ciò che fuoriesce dall’impianto sono imposti dalla legge, le acque che giungono ai Prati Maggi per essere depurate sono una totale fonte di variabilità per quel che concerne il carico inquinante. Illuminanti in proposito gli episodi ripercorsi di colorazioni o schiume inquietanti approdate al depuratore. Così come curioso è l’accenno fatto alla presenza di tracce d’oro rilevate nelle acque dell’impianto della piana dall’eawag, istituto di ricerca legato al Politecnico di Zurigo. Studi sono in corso. Vista la vicinanza con tre industrie che lavorano l’oro non è difficile ipotizzare la loro possibile provenienza. Oppure la notte dell’incendio di pneumatici a Mendrisio (era il dicembre 2016) quando i militi del fuoco usarono molta schiuma e acqua di spegnimento per domare le fiamme. “Ricordo quelle acque che giungevano al depuratore e di cui era difficile valutare il grado di inquinamento; – ricorda Daniele Managlia – le abbiamo convogliate nella vasca d’emergenza che costituisce anch’essa un unicum rispetto agli altri impianti.” Un capitolo a parte è quello dell’energia al quale si guarda con la prospettiva di migliorare l’autoproduzione sia tramite la posa di impianti fotovoltaici sui tetti di due stabili, sia tramite il biogas per la produzione di energia e calore. Ad oggi l’impianto serve 30 mila abitanti della regione lungo una rete di canalizzazioni pari a 54 km con 6 milioni di metri cubi di acqua trattata e 3 milioni di acqua potabile. Numeri davvero enormi. Mantenere e ottimizzare sia l’IDA che la rete sono obiettivi fondamentali per garantire anche alle prossime generazioni una buona qualità di vita.