Due festival per “Alone”

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Marco Capodieci.

(red.) Marco Capodieci, per 11 minuti, arrivato derelitto sul Penz, cerca altri esseri umani per sentirsi meno solo; ma non c’è nessuno. E la città, là sotto, brucia; fuoco, fiamme e fumo si alzano nel cielo di Mercole fra Coldrerio e Balerna; per non dire dei fusti con l’acqua marcia, dei resti di cibo avariato; e dei depositi dismessi accanto ai vecchi binari di Chiasso smistamento. L’attore di Balerna è il protagonista del cortometraggio “Alone”, di Markus Otz, residente in città, presentato a porte chiuse al Teatro nel marzo 2017 ad una platea di collaboratori, sostenitori, amici, autorità. L’opera ha ora ottenuto due importanti riconoscimenti ufficiali: concorrerà in selezione ufficiale sia al prossimo “The London International Filmmaker Festival of World Cinema”, che si svolgerà in febbraio a Londra (dove è in nomination per il “Jury Award”, il premio della giuria, e per il “Best Editing of a Short Film”, il premio per il miglior lavoro di post produzione), sia al “Idyllwild International Festival of Cinema”, in programma in marzo ad Idyllwild-Pine Cove, nella contea di Riverside, in California. “Alone” ha suscitato interesse anche presso altri festival: ha raggiunto la pre-selezione ai “Rome Film Awards” 2017, le semi-finali al “Toronto World International Film Festival” 2018, rispettivamente al “Singapore Independent Film Festival” 2018 e la finale al “Gala Cinema Internazionale” (Venezia) 2017. Negli ultimi giorni è giunta la notizia della pre selezione al “New York State Film Festival” 2018. Il “corto” di Otz è ancora iscritto a diverse rassegne internazionali in attesa di responso.
L’opera, co-prodotta dallo stesso regista e dalla sua compagna Luisa Neri, è stata girata interamente nel Mendrisiotto, tranne una scena nel Luganese. Il taglio è decisamente drammatico e Marco Capodieci si trova benissimo nei panni di quest’uomo arrivato nei boschi di Chiasso chissà da dove, alla ricerca di un’umanità ormai perduta nelle sue esagerazioni.
La “troupe”, composta da poche persone all’inizio, contava a fine riprese la presenza di ben 13 addetti ai lavori. Per il “cast” è di spalla a Marco Capodieci l’attrice non protagonista Diana Monterisi, con le comparse Giorgia Vittoria Verdi, Ilaria Brianti, Alessandro Sangion, Iulian Bulat e Stefano Origgi. La direzione della fotografia è di Gabriele Miotto, assistito da Iulian Bulat, mentre completano la “crew”, Silvia Bagordo (segretaria di edizione), Stefano Origgi (suono), Matteo Coello (operatore drone) e Sandra Galli (fotografa di scena). Le relazioni pubbliche sono state curate dalla produttrice Luisa Neri. Tutti gli altri aspetti tecnici e artistici sono stati seguiti dal regista stesso, in particolare il montaggio e la scelta delle musiche, composte da Kevin MacLeod, compositore assai conosciuto negli Stati Uniti.