Da 2 a 4 i candidati possibili per la poltrona, ecco come avviene l’elezione

0
561
Nel '94 Carlo Croci andò al ballattoggio con l'esponente liberale Renzo Bordogna per la poltrona di sindaco.

(p.z.) La sua intenzione è quella di mettere giù la penna a fine marzo. Carlo Croci, sindaco di Mendrisio da 23 anni, ha annunciato alla popolazione la sua intenzione di lasciare la poltrona più alta del capoluogo. Mettiamo un attimo da parte le voci e i commenti sugli aspiranti candidati, quali sono ora i passi procedurali da compiere? Come si giungerà alla scelta del futuro capo dell’Esecutivo? Lo abbiamo chiesto al segretario comunale di Mendrisio Massimo Demenga. “Nei prossimi giorni il sindaco presenterà ufficiali dimissioni dalla carica. A quel punto dovranno decorrere due mesi di disdetta”. In “casa azzurra”, il primo subentrante per il Municipio è il consigliere comunale Paolo Danielli. E una volta completato l’Esecutivo “si parte con la convocazione dell’assemblea che contiene anche l’indicazione dei termini per la presentazione delle candidature a sindaco” riferisce il segretario. Nel caso in cui il candidato fosse uno solo, lo stesso viene eletto tacitamente. Se invece gli aspiranti sindaci fossero più di uno, viene stabilita la data del ballottaggio e la popolazione viene chiamata a votare. “L’elezione del nuovo sindaco (nel caso fossero più di una le candidature) avviene al primo turno solo se uno dei candidati raggiunge il quoziente della maggioranza assoluta. Se nessuno ottiene il quoziente citato, si passa alla convocazione del secondo turno di ballottaggio. In questo caso può capitare che chi ottiene meno voti si ritira e l’elezione diviene tacita”. Una cosa è certa, occorrerà un rimpasto nei dicasteri… “perché la guida dell’Amministrazione per legge spetta al sindaco e non può dunque ereditarla il subentrante di Croci. I membri dell’Esecutivo potrebbero decidere un rimpasto light al momento in cui viene completato il Municipio e poi la formula definitiva dopo il ballottaggio e l’elezione del sindaco”. Ad oggi appare ovvia la futura candidatura del municipale Ppd Marco Romano. Disponibilità a mettersi in gioco l’ha espressa il vicesindaco Plr Samuel Maffi mentre il suo collega di partito e Municipio Samuele Cavadini ha dichiarato di volerci riflettere. Circola anche il nome di Daniele Caverzasio (Lega) ma il capogruppo Massimiliano Robbiani ammette di non aver ancora deciso se avanzare o meno questa candidatura. Lo scopo della Lega semmai, non sarebbe quello di accaparrarsi la poltrona, ma piuttosto quello di preparare il terreno per un raddoppio in Municipio fra due anni, alla scadenza della legislatura. Sembra esclusa – dalle prime dichiarazioni rilasciate in questi giorni dagli esponenti di Insiema e a Sinistra – una candidatura del municipale Giorgio Comi. Quindi, tirando le somme, i candidati saranno con tutta probabilità almeno due ma potrebbero arrivare anche a quota quattro. Una bella battaglia. E rimane aperta l’incognita a sapere quale sarà il ruolo dei partiti minori in questa delicata fase. Verdi, Insieme a Sinistra e Lega-Udc-Indipendenti chi appoggeranno?