Le meridiane ritrovate del Ticino

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Una meridiana del pittore Tazio Marti.

“Siamo rimasti sorpresi nello scoprire quante meridiane ci sono attorno a noi, nel Mendrisiotto: a Mendrisio ne sono state trovate 13, a Rovio una dozzina, a Novazzano 9, a Morbio Inferiore, Melano e Arogno 6; 5 sono state trovate a Balerna e tre a Riva San Vitale; una di queste tre figura sulla copertina del libro”, dice a l’Informatore Franco Lurà, direttore del Centro di dialettologia e di etnografia del DECS, istituto che ha preparato per le imminenti feste natalizie una strenna di sicuro interesse per tutti. Giovedì 7 dicembre alle 18.15, nella sala dell’Istituto Sant’Angelo a Loverciano, verrà infatti presentato il volume “Le ore dell’ombra. Catalogo degli orologi solari verticali piani del Canton Ticino”, a cura di Augusto Gaggioni ed edito dal Centro di dialettologia e di etnografia (CDE) di Bellinzona.
Chi non si è mai soffermato a osservare una meridiana? E chi non ne conosce l’ubicazione di almeno una? Gli orologi solari, in passato indispensabili strumenti per misurare le ore, sono ancora oggi presenti nella maggior parte di Comuni ticinesi (molti si trovano nel Mendrisiotto e nel Malcantone), decorandone piazze, contrade, cortili e campanili. Se ne trovano di tutti i tipi, indicanti ore italiche, francesi o babiloniche, con o senza iscrizioni, dalle più antiche risalenti al Cinquecento a quelle realizzate ai giorni nostri, sobrie o riccamente decorate, restaurate o fatiscenti. Un patrimonio spesso poco appariscente ma ricco di significato storico, culturale e artistico e che ora, grazie a questo volume, può essere scoperto sfogliando il libro.
Il volume è il coronamento di un’approfondita indagine avviata già alla fine degli anni Ottanta da Augusto Gaggioni, allora direttore dell’Ufficio dei Musei etnografici (dal 2002 confluito nel CDE). Ognuna delle quasi 700 meridiane inventariate in Ticino è descritta dettagliatamente e messa in risalto dal ricco apparato iconografico; là dov’era possibile è stata inserita anche una fotografia d’epoca, che risulta utile sia per un confronto con la situazione attuale, sia come testimonianza di un oggetto ormai scomparso. L’indice dei nomi degli autori, dei decoratori e dei restauratori e l’elenco dei motti offrono al lettore chiavi d’accesso alla copiosa documentazione presentata.
L’opera, che comprende anche tre saggi sui temi della costruzione, delle tipologie e del restauro di meridiane, intende tra l’altro ribadire l’importanza di salvaguardare queste testimonianze del paesaggio culturale, frequentemente minacciate da interventi poco rispettosi e da demolizioni. In tal senso questo catalogo vuol anche essere uno strumento efficace per una loro conservazione accurata e consapevole.
“Le ore dell’ombra” è una pubblicazione che si affianca ad altre recentemente promosse dal CDE, quali l’inventario etnobotanico delle piante medicinali (G. Poretti, “La malva tücc i maa i a calma”, 2011) e quello delle segherie idrauliche (T. Casari, “L’odore del legno tagliato”, 2016), e si inserisce nel solco degli inventari delle decorazioni pittoriche (1997-2003) e degli ex voto dipinti (1999).

Alla presentazione di giovedì interverranno Andrea a Marca, collaboratore scientifico del CDE, Roberto Baggio, gnomonista, Piero Martinoli, fisico, e il curatore dell’opera Augusto Gaggioni.

Il libro potrà essere acquistato al prezzo di fr. 68 nelle librerie o tramite il sito internet del Centro di dialettologia e di etnografia (www.ti.ch/cde).