Il Ceresio e i pescatori ringraziano

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Elio Polli all'opera sul Ceresio.

(red.) “Mi piacerebbe passare la mano ad altri, così sarei più libero per andare sul lago a pescare”. Elio Polli, a 85 anni in ottima forma, sale ogni giorno, da vent’anni, alla Pescicoltura cantonale di Brusino per nutrire gli esemplari riproduttori di trote lacustri e di coregoni che vivono nelle vasche esterne dell’impianto idraulico in cui scorre l’acqua incanalata del torrente che scende dalla Val di Nebbia; e per controllare che tutto vada per il giusto verso nelle vasche all’interno dello stabilimento in cui si sviluppano, prima dalle uova fecondate e poi dalle larve, gli avannotti dei coregoni. Ne sono finiti nel lago un milione, nel 2016. I pescatori ringraziano. E forse non tutti sanno sanno che l’abbondanza del persico di queste ultime stagioni è in buona parte dovuta all’impegno profuso dalla Pescicoltura di Brusino negli scorsi decenni. In un’altra vasca esterna dell’incubatoio ci sono alcune alborelle, una specie scomparsa ormai da svariati anni e che si tenta di recuperare con difficoltà ma anche tanta determinazione.
Elio Polli ha preso la cura della Pescicoltura giusto vent’anni fa, quando andò in pensione dopo aver esercitato per lo Stato, dal 1955 in poi, la funzione di guardiacaccia e guardiapesca. Quarantadue anni di servizio; e di competenze che Elio Polli mise dapprima a disposizione per molti anni dell’impianto di Maglio di Colla che pescatori appassionati costruirono dal nulla quando l’inquinamento pose fine alla Pescicoltura cantonale di Agno.
Quella di Brusino nacque nel 1977 grazie a Paolo Poma, di Morcote, già presidente della Società pescatori con reti; per molti anni fu gestita con sapienza da Dante Molteni. Elio Polli spiega che in quest’ultima settimana di novembre i pescatori son fuori alla sera per la “pescata” dei coregoni, con l’autorizzazione cantonale; si tratta di esemplari destinati alla produzione delle uova e del seme, che poi tornano nel lago. Intervento che riguarda anche le trote lacustri, le quali, invece, nascono da riproduttori tenuti anche per quattro, cinque anni nelle grandi vasche esterne, circa 300 femmine e un centinaio di maschi. Nelle bacinelle, adesso, ci sono già 200 mila uova fecondate di trota lacustre, ottenute dalla “spremitura” degli esemplari adulti, che poi tornano nell’acqua delle vasche; il “puntinello” nero che, passando i giorni spunta nelle uova, segna l’occhio di quelli che diventeranno avannotti. Importante il contributo dell’incubatoio di Brusimpiano, che completa la fornitura di uova di quello di Brusino.
Ore e ore di lavoro pressoché volontario, condiviso con altre persone, permettono la produzione di materiale ittico di grande qualità per i vari bacini, da qualche tempo valorizzato da un gruppo di Assoreti che ad alcune feste campestri ha proposto il fritto misto di lago in cui figura, tra gli altri, il gardon, spiega Elio Polli. “Alcune specie di pesci sono sparite, come il triotto (“troll”, in dialetto) e la già citata alborella; altre sono in diminuzione, come il cavedano, il pesce sole, il boccalone, la bottatrice. Sono un pescatore dilettante, e anche se quest’anno ho preso poco – il persico, qualche luccioperca – devo dire che vale ancora la pena pescare sul Ceresio, grazie anche al lavoro svolto nei nostri incubatoi”, conclude Elio Polli.

• Il gestore dello Stabilimento piscicolo di Brusino è Assoreti, Associazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca con reti. L’acqua è garantita dalle acque sorgive del riale Bonera, che scorre nella Valle della nebbia. Lo stabilimento dispone di 9 truogoli con una capienza massima di 300 mila uova di trota e di 14 vasi di Zug con la capienza di 12 litri di uova di coregoni o lucci; all’esterno ci sono le vasche in cemento per lo svezzamento del novellame di 60 mila estivali.