Un traforo per aggirare Bissone

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Come ridurre il traffico di transito a Bissone? Una soluzione c’è. E un primo passo in questo senso è stato compiuto il 6 settembre scorso, quando il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento del territorio, ha stanziato mezzo milione di franchi per avviare la progettazione di massima della strada e della galleria di aggiramento del nucleo del Comune di Bissone. Dopo la decisione di principio di procedere, il Governo, il 4 ottobre ha conferito mandato allo studio d’ingegneria Pini Swiss Engineers SA di Lugano di affinare il progetto di massima (per un importo di 161 mila e 854 franchi).
Il traforo, che permetterà di trasferire nella montagna il traffico della strada cantonale tra la rotonda di Bissone e Campione, e la zona della chiesa verso Maroggia, sarà lungo settecento metri. Quanto al costo dell’opera, una prima stima parla di circa settanta milioni di franchi, metà dei quali dovrebbero andare a carico della Confederazione, quale misura compensatoria nell’ambito della realizzazione della terza corsia autostradale tra Lugano Sud e Mendrisio.

• Zali: “Miriamo a riqualificare una porzione di territorio pregiata”
“La situazione del Comune di Bissone, e in particolare del suo nucleo, è ben conosciuta” ricorda al proposito il consigliere di Stato Claudio Zali, precisando che “con l’avvio degli studi preliminari da parte dell’Autorità federale, per il potenziamento dell’autostrada tra Lugano Sud e Mendrisio, il Dipartimento del territorio e la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio hanno da subito segnalato la necessità di accompagnare il progetto di potenziamento autostradale con misure di risanamento ambientale e paesaggistico, in particolare, appunto, per Bissone”.
L’intesa con l’Ufficio federale delle strade ha permesso al direttore del DT di presentare una concreta proposta per “riqualificare, con un arredo urbano e un traffico limitato, una porzione di territorio pregiata dal profilo paesaggistico che merita sicuramente meglio dei quindicimila veicoli che vi transitano quotidianamente”.

• Un passo verso
la direzione giusta
Se, da una parte, il progetto autostradale è inserito dalla Confederazione in priorità 3, e dunque con obiettivo temporale 2040, per l’aggiramento del nucleo di Bissone, il Cantone ha invece ricevuto il mandato di portare avanti autonomamente questo studio, dapprima attraverso una valutazione preliminare con la relativa stima dei costi. Il tutto dovrà poi essere pubblicato secondo la Legge sulle strade cantonali. Anche in questo caso l’iter è ancora lungo, ma un passo verso la direzione giusta è già stato fatto. Sarà quindi un progetto cantonale che non dovrà avere necessariamente la medesima tempistica. Il fatto, però, che, in previsione, la realizzazione di quest’opera dovrebbe essere sensibilmente più veloce che non quella dell’autostrada, è di per sé un’ottima notizia.

• I progetti di copertura
dell’autostrada
Tra gli interventi di compensazione paesaggistica figurano anche altri progetti di copertura dell’autostrada che, fino a qualche anno fa, sembravano inattuabili. Oggi non è più così, come conferma il consigliere di Stato Claudio Zali: “la novità è che ragionare in termini di compensazione paesaggistica non è più utopia, ma un modo concreto di concepire lo sviluppo sostenibile dell’infrastruttura stradale. Lo stato attuale delle cose è che il progetto di Airolo si farà. E si farà in tempi brevi, parallelamente allo scavo della seconda canna del San Gottardo che, per inciso, è l’elemento che ha reso finanziariamente attuabile quest’opera. A tale proposito ricordo che il 25 ottobre scorso il Consiglio federale ha adottato il progetto generale rendendo pubbliche le date. Evidentemente, ciò ha dato slancio ad altri progetti, come le colline di riparo fonico in Riviera e la copertura dell’Alto Vedeggio, che ora intendiamo approfondire. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che c’è un partner importante: l’Ufficio federale delle strade e, dunque, la Confederazione, che però al più tardi alla realizzazione della circonvallazione di Roveredo ha dimostrato di possedere una nuova e accresciuta sensibilità rispetto al passato su temi paesaggistici o comunque di protezione degli abitati” – precisa il direttore del DT.
a cura del Dipartimento
del territorio
del Cantone Ticino