FoxTown, aria meno sporca?

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(red.) Un unico grande percorso che collega il PT, il primo e il secondo piano con scale mobili, collocate in posizione centrale. Si presenta così il progetto per la riconversione parziale da depositi/magazzini a superfici di vendita dello stabile San Martino, in via Moree, a due passi dalla stazione Mendrisio-FFS.

La domanda di costruzione per nuovi negozi, una trentina, è stata in pubblicazione dal 23 agosto a ieri, giovedì 21 settembre. Il centro si trova in un comparto con 7 stabili commerciali, di cui il più noto è quello del FoxTown; il piano regolatore qui prevede anche un autosilo di 7 livelli per 613 posteggi, al quale il Centro San Martino sarà collegato.

“Grande generatore di traffico”
Determinante, nel rilascio o meno della licenza, oltre al rispetto della pianificazione, l’impatto ambientale per quanto riguarda il traffico e le immissioni causate dal flusso di clienti attirati dal nuovo centro. Il PR include il comparto nella zona per attività lavorative intensive e commerciali; nel Piano direttore il medesimo è “un grande generatore di traffico” e come tale il Cantone prescrive all’autorità locale l’adozione di particolari misure. Che sono rispettate, secondo i promotori del progetto. I calcoli effettuati nell’ambito dell’esame di impatto ambientale sono riferiti al 2020, quando dunque sarà completato l’anello circolare a senso unico attorno al FoxTown tramite la resa carrabile di due passerelle sul Moree (vedi l’Informatore del 15 settembre) e la nuova Via Penate; l’accesso da Via Borromini sarà permesso solo da chi giunge dal centro del borgo; non ci sarà ancora, verosimilmente l’autosilo iscritto nel PR comunale, menzionato nel progetto.
I promotori, evidentemente, ammettono che ci sarà un aumento del traffico. Ma, calcolando anche questi ulteriori va e vieni, non sarà raggiunta la capienza massima indicata nel PR, 20 mila veicoli/giorno come traffico medio giornaliero e 2400 posteggi: “il traffico indotto dal nuovo Centro San Martino permette di rispettare il limite relativo all’indice di mobilità definito per l’area in questione dal Piano regolatore” si legge nelle pagine del progetto.
Quanto ai posteggi non aumenteranno rispetto alla situazione attuale: sono 259, di cui 220 interrati e 39 situati all’esterno: “il numero dei posti auto resta invariato”, si legge nel progetto “e non subiscono modifiche tra lo stato iniziale e la fase d’esercizio” del centro che avrà gli stessi orari del FoxTown, tutti i giorni dalle 11 alle 19.

Qualità dell’aria già compromessa
Quanto all’inquinamento, il ragionamento è diverso. Si parte dall’evidenza: la trasformazione del magazzino in negozi avviene in un momento in cui la qualità dell’aria “è già ampiamente compromessa” da una situazione di traffico che vede al primo posto la vicinissima autostrada, nei pressi della quale è posta la centralina cantonale di rilevanto dello stato dell’aria. I limiti indicati dall’ordinanza federale contro l’inquinamento sono “molto superiori” per quanto riguarda il diossido d’azioto, NO2; idem per le PM10, le cui medie sono pure superiori a quelle fissate dall’Oiat. Secondo il Rapporto d’impatto ambientale allegato al progetto, l’ingresso del Centro San Martino nel perimetro dei centri commerciali avrà un impatto minimo sulla situazione di partenza appena descritta: + 0,6% di NO2 nel 2020.

L’orizzonte “pulito” del 2030
Ma è la proiezione temporale al 2030 la vera notizia legata a questa domanda di costruzione: grazie “al miglioramento dello stato della tecnica”, ci sarà fra poco più d’una decina d’anni una riduzione netta delle emissioni a caldo dai motori del diossido d’azoto. I motori, in altre parole, saranno nettamente meno inquinanti, come del resto mostra la progressiva conversione annunciata verso l’ibrido e l’elettrico delle maggiori case automobilistiche, già in atto da alcuni anni. La conclusione dei progettisti è chiara: “l’impatto del centro è ammissibile e comunque conforme alle norme di Piano regolatore”.
Quanto al numero delle vetture in cicolazione è poco probabile che diminuirà. Auto e camion saranno anche meno inquinanti fra una decina d’anni, ma il traffico aumenta ovunque di mese in mese. Ma anche su questo fronte il progetto mette le mani avanti, citando l’offerta del trasporto pubblico o collettivo che dir si voglia: “le condizioni di accessibilità sono adeguate”: alla stazione di Mendrisio-San Martino, in funzione dal 2013 i treni si fermano ogni mezz’ora dalle 5 del mattino all’una di notte; la navetta tra Milano e Mendrisio corre due volte al giorno: parte da Milano alle 10 e alle 13 e da Mendrisio verso Milano alle 17 e alle 19; i bus dell’Autolinea fermano in due postazioni del comparto ogni 30 minuti dalle 6.30 alle 21. I mezzi dunque ci sono. Bisogna convincere la gente ad usarli e non è un’impresa facile.