Polveri fini, grattacapi grossi

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Polveri fini: niente misure d’urgenza, per ora. Una nebbiolina che si scorge anche a occhio nudo si staglia sul Mendrisiotto e sulla zona di Bioggio. Le polveri fini sono nettamente oltre la soglia dei 50 microgrammi al metro cubo di media giornaliera da 4 giorni consecutivi sia a Mendrisio che a Chiasso: e più precisamente da sabato scorso a questo martedì. Mercoledì (ultimo giorno in cui abbiamo a disposizione i dati) le PM10 rientravano a pelo nella soglia OiAT (Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico). Questa è la situazione di un distretto che soffre il disagio dello smog invernale (come dimostra anche la petizione online apartitica di cui riferiamo a pagina 3). Ma i dati non sono ancora pessimi come quelli di inizio febbraio.

 

Il quadro è costantemente monitorato dal Dipartimento del territorio che si attiene al nuovo Decreto esecutivo sui provvedimenti da adottare in caso di inquinamento acuto. E proprio dal DT riceviamo la conferma: i dati di questa settimana non richiedono ancora l’introduzione delle misure d’urgenza adottate a inizio febbraio quando la soglia aveva superato per 2 giorni consecutivi i 100 ug/m3 in due stazioni. Ma come si prendono queste decisioni? Il decreto sancisce la necessità di informare i cittadini oltre i 75 ug/m3; di intervenire con limite a 80km/h sull’autostrada e semiautostrada, massimo 20° negli stabili cantonali e divieto d’accensione fuochi  all’aperto quando il livello delle PM10 sale oltre i 90 ug/m3; a questi provvedimenti si aggiungono poi il trasporto pubblico gratuito e il divieto di circolazione per mezzi diesel EURO3 e inferiori, quando il livello sale a 100 ug/m3. Intanto l’autorità federale a Berna, proprio questa settimana, si è detta intenzionata a rafforzare ulteriormente l’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. Misure più severe ed efficaci sono necessarie, è stato il commento dalla capitale svizzera. Si guarda con preoccupazione al fatto che oltre all’aumento generale di concentrazioni di polveri fini registrato lo scorso mese nelle città svizzere, il Ticino in particolare ha vissuto una situazione d’emergenza provocata anche dalla vicinanza con Milano e la Lombardia.