La Croce brilla a San Pietroburgo

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La grande Croce del Generoso, opera magna del maestro orafo Willi Inauen, brilla in tutto il suo magico splendore nella “Sala del Tesoro” del palazzo Sheremetyev, oggi «Museo nazionale del Teatro, della Musica e dell’Arte» a San Pietroburgo. Le fanno da cornice le dodici composizioni denominate “della vita”, create dallo stesso Inauen per illustrare, simbolicamente, il percorso di crescita dell’essere umano che trae ispirazione dalla natura per diventare, a sua volta, creativo.

 

L’esplosivo orafo, appenzellese d’origine ma momò d’adozione, ha voluto regalare questa sua preziosissima composizione, che a ragione può essere definita “l’opera di una vita”, al Museo di San Pietroburgo, dove sarà esposta permanentemente, in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario delle relazioni diplomatiche tra Russia e Svizzera. Una donazione che intende pure sottolineare il tramandarsi della tradizione orafa elvetica in quella che fu, per oltre due secoli, la capitale della Russia. Inauen ama ricordare in particolare, il friburghese Franz Peter Birbaum, braccio destro del celeberrimo Fabergé che per lui realizzò numerose delle “uova”  capolavori di immenso valore e non solo quelle. In ogni caso diversi artigiani orafi del nostro Paese hanno contribuito alla gloria della corte degli zar con creazioni che, tra i molti manufatti, comprendono anche una corona. Non a caso, a conferma del tramandarsi di questa tradizione, nella sala è stata posta una targa sulla quale si legge “In onore di Willi Inauen, orafo e filosofo svizzero del XX secolo”. Sicuramente un grandissimo riconoscimento per quest’uomo, attorno al quale, in occasione dell’inaugurazione della sala, si sono riunite a Palazzo Sheremetyev personalità di spicco. A cominciare dal governatore di San Pietroburgo Georgy Poltavchenko, dal conte e dalla contessa Sheremetyev, venuti appositamente da Parigi dove abitualmente risiedono, dal Console generale per la Svizzera, dall’ex console in San Pietroburgo Madaleine Lüthi, dalla dott. Pia Todorovic di Sorengo… per non citarne che alcune.
Ora la grande Croce del Generoso per la quale, ricordiamolo, Inauen si ispirò ai trasparenti delle Processioni Storiche di Mendrisio, ha trovato finalmente una degna collocazione. I cubi che la compongono – dalle facce ricavate da pietre dure e preziose scelte accuramente nel mondo con la collaborazione delle moglie Maddalena gemmologa di valore – e legati tra loro in argento con l’inserimento di gemme diverse, suscitano stupore e ammirazione. Poco lontano un curoso e minuscolo personaggio in oro dalla grande testa e privo di mani, “l’idiota studiato”, come lo chiama Villi, ammonisce: “la manualità è un’immensa virtù, una testa piena di nozioni ma incapace di capire il valore delle mani è monca”.