Zambrotta: il Chiasso si rialzerà

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Vice) Il Chiasso, in inferiorità numerica per oltre 80’, esce sconfitto dallo stade de Genève dopo essere stato caparbiamente in partita contro il Servette fino a due minuti dal termine.

 

Non c’è stato nulla da fare a Ginevra: il Chiasso è uscito sconfitto 3-1 ma è stato in partita sin quasi all’ultimo minuto, prima che Roux – con Christian Ianu, attuale capo-cannoniere di Challenge League con 13 gol, giocatore che le nostre compagini hanno smarrito per strada – chiudesse il conto all’88’. C’è da dire che il Servette per venire a capo di un Chiasso battagliero e tatticamente ben impostato ha dovuto sudare le proverbiali “sette camicie”. Il risultato di sicuro non rispecchia l’andamento della partita: la squadra di Zambrotta, seppur spuntata e decimata, ha creato un sacco di problemi a quella di Cooper che è riuscita a sbloccare il risultato soltanto al 54’ con Pasche. Il primo tempo è infatti terminato a reti inviolate: come sempre, sugli scudi una difesa molto attenta che ha avuto buon gioco nel respingere l’offensiva dei locali condotta dalla coppia Vonlanthen-Roux. Oltre a un ottimo Felitti (suo l’assist a Parfait), ha disputato una gara in tutta brillantezza Djuric. E pure Guatelli ha fatto la sua parte. Sul fronte offensivo invece buio pesto: ha naturalmente inciso la perdita immediata di Magnetti (sostituzione forzata), seguita poco dopo mezz’ora da quella (assurda) di Regazzoni. Infatti la buona prestazione del collettivo è stata macchiata da ben due espulsioni. La prima, pesantissima, in inizio di partita sul conto di Monighetti, per un fallo da tergo: nulla da eccepire sulla decisione di Alain Bieri. Ma c’era proprio bisogno di un simile intervento da parte del difensore rossoblù? Il mister si è così visto costretto a togliere Magnetti (tra l’altro in splendide condizioni di forma nelle ultime uscite) per chiamare in causa Mirko Quaresima sulla fascia. Ma non è finita qui: l’arbitro non ha concesso a Regazzoni di tornare in campo al 46’ a causa, così ci hanno informato, di sue reiterate proteste all’entrata negli spogliatoi. Facile capire che giocare in nove tutto il secondo tempo e in dieci gran parte del primo (dall’11’) contro un avversario che punta alla promozione (a Ginevra se ne farebbe un dramma se il traguardo non fosse raggiunto) era da “missione impossibile”. Il Chiasso ha però continuato a lottare, seppur privo del suo uomo-gol, con grande caparbietà, difendendosi con ordine dagli assalti granata, culminati solo al 68’ con la rete del raddoppio siglata da Sauthier. La sua tenacia è stata premiata finalmente da Parfait (nuovamente in rete dopo il suo grande gol di una settimana fa al Riva IV contro il Losanna) all’86’. Cercando con la forza della disperazione il pareggio, che sarebbe stato più che meritato, i ragazzi di Zambrotta – “castigati” da due espulsioni, evitabilissime – si sono buttati all’attacco finendo con l’aprire vere e proprie praterie ai servettiani. Ad approfittarne è stato Roux a pochi minuti dallo scadere.
Nonostante la sconfitta, che poteva anche essere messa in preventivo, il Chiasso va in pausa con un cospicuo vantaggio di 8 punti sulla “cenerentola” Bienne che ci ha lasciato le penne in quel di Losanna (4-2 per i vodesi). Anche il Le Mont, sconfitto a Coranerdo (3-1) dal Lugano (secondo con 36 punti, campione d’inverno il Wohlen con 37), rimane a debita distanza (- 4). D’altro canto il Wil si è invece staccato dal fondo scavalcando lo Sciaffusa, superato nettamente alla Breite (0-3) dai sangallesi (21 punti contro i 20 dei renani). Come si può dedurre, la classifica sul fondo è molto corta: il Chiasso è a  1 punto dallo Sciaffusa e a 2 dal Wil.
Farne un dramma sarebbe fuori luogo ma bisogna ammettere che il bicchiere rimane mezzo vuoto, soprattutto per quel che riguarda le aspettative della dirigenza. Non è però il caso, lascia intendere Zambrotta, di fare il funerale a una squadra bersagliata dalla sfortuna e “vittima” di eventi che ha finito con il pagare molto caro.
Non si sa che cosa potrà accadere durante la sosta. Auguriamoci che a vincere sia la cultura sportiva e che la squadra sia finalmente messa in condizione di giocare con una visione più ampia.