Sponda destra: dieci anni di fusione

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(red.) “Alla fusione con Castel San Pietro, dieci anni fa, avevo votato sì e ne sono ancora convinto. Ma la spazzatura qui a Casima va gestita meglio, soprattutto gli ingombranti. Anche l’acqua: mi pare che…; e poi l’osteria, è stata chiusa un mese fa… non c’è più nessuno qui”. Eppure, quando si spiega al signore che nelle tre frazioni di Casima, Monte e Campora i bambini tra 0 e 10 anni sono una trentina, ben di più rispetto al 2004, gli si illuminano gli occhi e sorride: “è verò, laggiù ci sono due “pinitt” e là c’è il Davidino…”.

 

Poi c’è una decina di adolescenti. La conta della generazione più giovane ce la fanno al negozio di Monte,  bottega di resistenza pura. Vincente, a quanto pare. Sempre in pareggio, talvolta un piccolo utile, per la soddisfazione del centinaio di membri della cooperativa e della quindicina di volontari che la mandano avanti, pagati soltanto se l’impegno supera un certo numero di ore.

Il posto per i libri
C’è anche lo sportello della Posta e nel retro il posto dei libri, in collaborazione con la Libreria dei ragazzi di Mendrisio. Sono proprio le giovani famiglie a credere nella minuscola bottega che per la spesa giornaliera non vende nulla di meno di negozi più grandi, bio compreso. Del resto, se non ci fossero bambini, non ci sarebbe neppure il preasilo, nato 8 anni fa, addirittura prima di quello di Castel San Pietro.

È l’effetto-fusione a far crescere la demografia, così che, come dice un altro signore di Monte, non ci siano ormai più case in affitto? Probabilmente no, se è vero che il progetto di aggregazione fu promosso dai Municipi di Monte e Casima, scriveva il Governo cantonale “in ragione dell’estinguersi della vita istituzionale” e non a causa dello spopolamento. E’ certo, però, che la strada è quella giusta; forse l’unica, ma anche la più vantaggiosa. Altrimenti non l’avrebbero imboccata analoghi organismi storici. Spiega il segretario comunale, Lorenzo Fontana: “prima c’erano tre Consigli parrocchiali, adesso due, Castello e Casima – Monte – Campora (questi ultimi due erano già riuniti in precedenza), mentre i 4 Patriziati dal 1. gennaio diventeranno uno solo. Sono decisioni che vengono dal basso, dai cittadini che hanno sentito la necessità di radunare le forze, di armonizzare i regolamenti, di utilizzare meglio le risorse, come abbiamo cercato di fare sul piano comunale in questi 10 anni. Da tale punto di vista, una manciata di punti in meno di moltiplicatore diventa un fattore psicologico, prima di essere economico. Sia quel che sia, abbiamo dovuto raddoppiare le corse del trasporto scolastico…”.

Cantieri aperti
Nelle tre frazioni sono aperti diversi cantieri: muratori, carpentieri, falegnami, idraulici… “In 10 anni la popolazione è aumentata 122 domiciliati in più, soprattutto a Castel San Pietro. Non è poco, è un bel salto, precisa  Fontana, già segretario prima della fusione. Nelle frazioni c’è stato un ringiovanimento, nelle abitazioni lasciate dagli anziani ci sono ora famiglie giovani”.
La conferma giunge da una residente di Campora: ”ho amiche al piano, a Coldrerio, a Chiasso che cercano qui case anche in affitto, ma non ce ne sono”. La sua storia è quella di tante altre: nata e cresciuta in valle, l’aveva lasciata per gli studi. Poi il ritorno, la felicità di vedere i propri figli correre sulla piazzetta, senza pericoli, come faceva lei da bambina… con i nonni vicino.

Un paradiso, ma…
Altri vedono offerte vantaggiose sul web, come questo signore che ha lasciato la pianura dove ha vissuto una vita per trascorrere la pensione in una bella casa che ha appena finito di pitturare. Parlare di boom edilizio è forse eccessivo; ma si capisce, ascoltando il silenzio, che quassù è un paradiso. Di cui qualcuno approfitta, stando alle critiche di un residente: “non so se c’entri la fusione, ma negli ultimi anni la distruzione della valle ha preso velocità: vede quelle case sorte sull’altro versante? Brutte, senza senso estetico, come queste qua sotto, con il cemento armato dove c’erano i terrazzini di sasso e le tegole sui tetti quando si potrebbero mettere le piode, senza costi eccessivi. C’è una tendenza chiara: gli svizzeri tedeschi, ma anche gli italiani, restaurano le case con una cura maggiore, più rispettosa delle tradizioni…”. Un’amministrazione comunale disattenta? “Direi di no, dice Lorenzo Fontana. I piani regolatori, essendo le tre frazioni ben caratterizzate e lontane una dall’altra, non sono stati toccati. Valgono dunque le norme precedenti alla fusione. Gli interventi per far rispettare le procedure edilizie sono frequenti in numerosi Comuni ticinesi e non mancano neppure da noi. I cittadini chiedono ai Municipi di far rispettare le regole, ma tutti devono fare la loro parte…”.

Un aumento di burocrazia?
Regolamenti, nuove norme, formulari..; la fusione, dice qualcuno, ha portato ad un aumento di burocrazia e c’è chi rimpiange la situazione di prima: “bastava chiedere la chiave e restituirla alla fine della festa; adesso bisogna avere in tasca i permessi…”. “Sono cambiate ovunque le procedure – risponde il segretario comunale, l’organizzazione di eventi richiede a tutti un maggiore impegno”.

La piazzetta che puzza
“Può sembrare eccessivo il numero civico sulle case delle minuscole frazioni, continua Fontana; sono anche gli enti di soccorso a chiederli, per sapere dove andare quando vengono allarmati.  Pure la chiusura provvisoria di una strada o la posa della segnaletica necessitano di procedure specifiche; la nostra “vita sociale”, oggi è fatta così, dobbiamo abituarci”.
Un residente, sotto i baffi, addita i fili della “lüs” che ancora si arrampicano tra un tetto e l’altro a Campora, come se fossero stati dimenticati lì dalla fusione: “fossimo stati in centro a Lugano, li avrebbero già interrati, anche se non tocca ai Comuni fare questi lavori…”.
Ben più urgente appare il problema nato a Campora: il sistema  del Consorzio depurazione Chiasso e dintorni raccoglie la fognatura delle tre località proprio sotto l’ex frazione di Caneggio, per “spedirla” poi al collettore situato sull’altro versante della valle. Ma c’è qualcosa che non funziona: si sentono puzze di fogna molto forti in almeno quattro ben precisi orari della giornata; e d’estate c’è chi ha vergogna ad invitare gli amici alla grigliata. “I tecnici del Cantone hanno già fatto dei sopralluoghi, ma per intanto… la nostra bella piazzetta puzza, bisogna chiudere le finestre”, dice una residente. Senz’altro più vicino ad una soluzione il problema della stradina che porta alla frazione: i lavori di pavimentazione partiranno in primavera. Tutto pronto anche nella zona edilizia d’interesse comunale di Monte, nella speranza che qualcuno acquisti i lotti a disposizione. Nel Piano delle opere c’è lo studio per sistemare la Casa comunale e patriziale di Casima, da destinare alle associazioni della zona, molto vivaci e propositive, ricche di giovani che s’impegnano; e la “zona di cortesia”: da non credere, ma, sulla stretta strada cantonale di Monte e Casima c’è chi passa alla velocità della luce e le case danno proprio sulla strada: un bimbo, qualche tempo fa, si è salvato perché ad urtarlo è stata una macchinetta che andava a trent’all’ora e non un gippone.

Gli investimenti in 10 anni
Conteggiando gli investimenti nelle tre frazioni dal 2004 ad oggi, si arriva a 5 milioni di fr, compreso il rifacimento del serbatoio di Casima, costato 1 milione. A carico del Comune, dei 5 milioni, ne è rimasto 1; gli altri 4 sono stati incassati a titolo di contributi cantonali previsti dalle varie leggi, di cui 1 milione quale aiuto all’aggregazione.
Qualcuno, immaginando future fusioni, pensa ai due versanti della valle uniti, “sarebbe logico”; ma adesso si sta bene così “ed è una fortuna che Castello non abbia scelto la fusione con Mendrisio, altrimenti saremmo stati “mangiati” e ci troveremmo nei pasticci”.

I cartellini in velcro
Di pomeriggio il negozio di Monte è chiuso. Ma dentro c’è qualcuno che pulisce;  domani alle 9 sarà di nuovo pronto ad accogliere i clienti. Un ingegnoso tabellone fatto in casa dalle volontarie con i cartellini in velcro indicherà, come sempre, prezzi del giorno e provenienza di frutta e verdura. Sul tavolino ci sarà anche il giornale per chi vuole sedersi un attimo dopo aver fatto la spesa.