La Vicínia di Meride

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Museo d'arte Sacra Meride agosto 2013

Nella teca, appena scivolato via il vetro che li protegge, ecco i libri delle genesi. La genesi del Comune quando si chiamava Vicinìa. 1559 -1594 (1690), scritti in latino fino al 1578. Giulio Cattaneo, uomo di grande cultura, da anni si prende a cuore le carte del suo paese e alterna la vita tra Meride e Venezia, dov’è stato console; e in cui ha fatto preparare i bei teli che adornano il museo con le grandi riproduzioni di alcuni esemplari della flora del Monte San Giorgio, come il giaggiolo e la rosa canina. Una fortuna avere persone così, nei villaggi. Ma si vede che la cura della memoria a Meride è di lunga tradizione. Lo insegna proprio la storia dei libri dell’antica Vicinìa, alcuni dei quali, i più preziosi, quando ci fu l’incamerazione dei beni da parte del Cantone, verso il 1815, per proteggerli da un futuro incerto, vennero fatti sparire, per essere ritrovati, sani e salvi, in un’epoca più sicura.



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