LIFT, un progetto in ascesa

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• Sa.Gr.) La fine dell’anno scolastico è vicina, mancano ormai pochi giorni. Già si pensa alle lunghe vacanze ma la conclusione della scuola  è anche l’occasione per i primi bilanci da parte degli allievi, delle loro famiglie e degli insegnanti.

Un bilancio tutto particolare, ancorché soltanto parziale, è stato presentato  a Riva San Vitale all’inizio di questa settimana. Al centro dell’attenzione un progetto che attualmente è in fase sperimentale nelle sedi di scuola media a Morbio Inferiore (nella fotografia), a Balerna e, appunto, a Riva. Si chiama LIFT e si pone l’obiettivo di  dare la possibilità, ai giovani che rischiano di incontrare dei problemi di inserimento nel mondo del lavoro, di approcciarsi già dal 3° anno di scuola media all’esperienza professionale.

Le note di Schubert hanno dato il “la” all’incontro, svoltosi nell’atrio della scuola media di Riva San Vitale, di bilancio del progetto LIFT. A fare gli onori di casa la direttrice Beatrice Malnati Poma che, oltre a fare da moderatrice, ha ringraziato tutti gli attori in gioco (docenti, datori di lavoro e studenti) di questo primo anno di sperimentazione del progetto ticinese che coinvolge 3 sedi di scuola media momò (Riva, Morbio e Balerna) e due luganesi. Parola poi a Sergio Fontana, direttore della SM di Morbio Inferiore, che ha sottolineato come due entità separate (scuola-lavoro) sono riuscite, attraverso questo progetto, a dare spazio a quegli allievi che ne hanno bisogno e a farli esprimere. Marcella Zanetti, docente a Morbio e rappresentante del corpo docenti, dopo aver espresso la sua soddisfazione ha elencato i principali obiettivi realizzati. “I ragazzi infatti si sono calati, misurati e hanno familiarizzato con il posto di lavoro, hanno potuto vedere e conoscere questo mondo con gite in ditte e partecipando a convegni, ma anche apprendendo le nozioni di base in aula”. Il microfono è stato poi passato a due giovani di terza media che hanno portato la loro testimonianza diretta. “Ho lavorato in un’azienda informatica e sono stato accolto come un vero lavoratore. Durante 3 mesi ho riparato e smontato apparecchi informatici, ma ho anche osservato i miei colleghi. Mi è piaciuto molto”, sono state le parole del primo allievo. Il secondo invece: “Ho fatto il giardiniere paesaggista, ho potato siepi e piantato fiori. Sono stato esposto alle intemperie ma ho capito che non è un buon motivo per non andare a lavorare. L’esperienza mi è servita molto”. A parlare per i datori di lavoro è stata Sonia Meier che ha affermato di aver avuto un’esperienza più che positiva: “Ho avuto il piacere di insegnare a una ragazza: una così brava non la vedevo da anni”. La coordinatrice LIFT per la Svizzera italiana e romanda Aude Métral ha dichiarato la sua soddisfazione: “Ora possiamo dire che questo progetto è nazionale. Dei 1000 giovani che partecipano a LIFT, 35 sono ticinesi”. A concludere il bilancio di questo primo anno di attività del progetto ticinese – che, ricordiamo, è stato pensato e realizzato in stretta collaborazione con il Centro di competenza di Berna, l’Associazione industrie ticinesi, la Camera di commercio e l’OCST, grazie al sostegno finanziario del Fondo Cantonale per la Formazione Professionale – il capoufficio dell’Ufficio dell’insegnamento medio Francesco Vanetta: “Dalle testimonianze che ho potuto ascoltare mi dichiaro contento, soprattutto per la crescita che questo progetto ha offerto ai partecipanti. Anche se non possiamo stilare un bilancio definitivo (quello lo si avrà tra due anni, ovvero quando due cicli di studenti avranno concluso l’esperienza) possiamo sicuramente dire che per ora abbiamo un risultato positivo. Risultato che deriva dall’originalità del progetto ticinese, dal rafforzamento dei legami collaborativi e dalle affinità tra partner. La serata si è conclusa, dopo le note al pianoforte di un brano di Einaudi, con un aperitivo conviviale.